Al Niguarda inaugurati il Pronto soccorso e il reparto olimpico

Ci sarà anche una Centrale dedicata per gestire le emergenze

(ANSA) - MILANO, 29 GEN - Il Niguarda di Milano è pronto a giocare il ruolo di Ospedale olimpico per la Lombardia. Sono infatti stati inaugurati il Pronto Soccorso Olimpico e un Reparto Olimpico dedicati agli atleti e alla cosiddetta family, ovvero l'insieme delle figure tecniche che affiancano gli sportivi durante i Giochi. E ci sarà anche una Centrale Olimpica dedicata per elaborare in tempo reale i dati sulle emergenze. Anche il Pronto soccorso generale - che può accogliere ogni giorno oltre 300 persone - ha un front office completamente ristrutturato e dei percorsi ripensati da zero. "Il nostro Ospedale - racconta Alberto Zoli, direttore generale dell'Ospedale Niguarda e medical care manager per la Lombardia ai Giochi di Milano Cortina - è da sempre il migliore riferimento per le urgenze e le emergenze: assistiamo oltre 300 persone ogni giorno in Pronto Soccorso e gestiamo quasi 1.000 grandi traumi ogni anno. Senz'altro è il luogo perfetto per accogliere e gestire i potenziali eventi traumatici o le emergenze sanitarie che dovessero verificarsi durante le Olimpiadi". All'inaugurazione hanno partecipato diverse autorità, tra cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e la vicesindaca di Milano, Anna Scavuzzo. "Il nuovo Pronto soccorso con questa organizzazione è veramente un modello - commenta Fontana -. Poi inauguriamo il reparto dedicato alle Olimpiadi e anche questo è un intervento molto importante. Si tratta di un'ennesima dimostrazione di come i soldi per le Olimpiadi non si siano sprecati, perché questa è una legacy che rimarrà e che verrà poi destinata alla cura ordinaria". L'investimento regionale sull'ospedale olimpico è stato di 50 milioni di euro. "È una struttura di eccellenza - conclude Bertolaso -. Dobbiamo ringraziare tutti quelli che hanno permesso questo intervento e poi tutto il personale che ha pazientato durante i lavori perché non abbiamo mai chiuso il Pronto soccorso". (ANSA).

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