Al Trento Film Festival un assaggio di 'Bianco', il nuovo film di Vicari

Racconta la tragedia del 1961 sul Monte Bianco, protagonista Alessandro Borghi

(ANSA) - TRENTO, 01 MAG - "Non è un film che si può fare come altri, dove una volta finito di girare torni a casa e lasci il lavoro sul set. È un impegno fisico e mentale che ti porti continuamente dietro". Intervistato nel corso del Trento Film Festival, il regista Daniele Vicari descrive la lavorazione di "Bianco", film ora in fase di post-produzione, che racconta la tragedia del 1961 sull'allora inviolato Pilone del Frêney, sul Monte Bianco, dove morirono quattro alpinisti su sette durante la discesa successiva lungo il ghiacciaio. Tra i superstiti, anche Walter Bonatti, mito dell'alpinismo italiano degli anni 50 e 60. Per girare il lungometraggio - "tratto dal libro Frêney 1961, La tempesta sul Monte Bianco" di Marco Albino Ferrari, che insieme a Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e Daniele Vicari, firma soggetto e sceneggiatura - c'è stato uno sforzo produttivo per garantire l'aderenza visiva alla realtà. "Sono state realizzate pareti di roccia alte 12 metri, ottenute tramite calchi del granito del Pilone, e utilizzate flycam per seguire i movimenti degli attori durante le scalate. È la prima volta che nel cinema italiano si fa un film così, dove ogni dettaglio, dal modo in cui gli attori piantano i chiodi alla densità della nebbia che li avvolge, è studiato per non far percepire allo spettatore il confine tra la realtà della montagna e la finzione del teatro di posa", ha raccontato Vicari. "L'intento era usare una voce onnisciente che racconta tutto quanto dall'alto, calandosi di volta in volta nelle varie prospettive. Un lavoro di cucitura delle varie testimonianze che il film racchiude interamente nella montagna, con un'unità di luogo e di tempo in cui tutto si consuma in pochi giorni, in un crescendo", ha commentato lo scrittore Marco Albino Ferrari. Ad interpretare il ruolo iconico di Walter Bonatti sarà Alessandro Borghi, affiancato da un cast di giovani attori italiani e francesi che hanno affrontato una prova durissima. Le riprese, effettuate tra i set in teatro di posa e gli oltre 3.500 metri del bivacco della Fourche sul Monte Bianco, hanno permesso di ricostruire con realismo l'ambiente ostile e maestoso in cui si è consumata la tragedia. (ANSA).

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