Appalti per la Questura in cambio di favori, chiesto arresto alto dirigente a Genova

- GENOVA, 20 MAG - La Procura di Genova ha chiesto sette misure cautelari, di cui due in carcere e cinque ai domiciliari per i pubblici ufficiali e gli imprenditori coinvolti nell'inchiesta sugli appalti in Questura in cambio di regali. I sette erano stati perquisiti nell'ottobre del 2024. Sono indagati per associazione a delinquere, falso, corruzione, truffa ai danni dello Stato e in un caso anche peculato. In particolare la pm Patrizia Petruzziello ha chiesto il carcere per l'ex dirigente della Questura di Genova e poi della Prefettura Fernando Colangelo e per il sovrintendente Mario Arado. Chiesti invece i domiciliari per gli imprenditori Caterina Ghio, Marco Deriu, Andrea Badalacco, Giovanni Carbonaro e Paolo Bocconi. L'indagine, stralcio di un'inchiesta più ampia sugli appalti che vede indagate una ventina di persone tra cui l'ex provveditore alle opere pubbliche Roberto Ferrazza, era nata dall'esposto presentato in Procura del nuovo provveditore alle opere pubbliche che aveva notato diversi appalti spezzettati in modo sospetto affinché restassero sotto la soglia dei 40mila euro, che impongono una gara pubblica. Da lì erano partite le indagini tecniche e grazie alle intercettazioni i finanzieri avevano scoperto il presunto giro di "regali" tra cui cene e vini pregiati e "favori" nell'assegnazione degli appalti e prezzi gonfiati per la questura di Genova, alcune caserme e la gestione dello stabilimento balneare della polizia. Nella richiesta, firmata a settembre 2025, la pm Patrizia Petruzziello evidenzia il rischio di inquinamento probatorio, che avrebbe consentito di procedere con le misure senza interrogatorio preventivo e reiterazione del reato. La gip Elisa Campagna ha invece fissato gli interrogatori preventivi per i sette indagati per domani, giovedì 21 maggio.
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