Assolto dall'accusa di terrorismo, ma era già stato espulso

(ANSA) - MONTÀ, 31 LUG - È stato assolto in appello dall'accusa di avere fiancheggiato il terrorismo islamista. Ma per lui e per il suo nucleo familiare era già subentrata l'espulsione con rimpatrio, dopo la condanna in primo grado. La vicenda riguarda Yljan Muca, albanese residente all'epoca a Montà, in provincia di Cuneo. Era stato arrestato nel 2022 nell'ambito dell'indagine "Soldato invisibile", condotta dalla Digos di Bari. Insieme al 31enne, trasferitosi in Piemonte dal Barese e occupato in un'azienda agricola, erano finiti in manette tre connazionali. Al centro dell'inchiesta una raccolta fondi organizzata nella comunità islamica di Bari. Si ipotizzava un collegamento con le attività dell'imam Genci Balla, arrestato in Albania e condannato a 17 anni di carcere per aver guidato una cellula di reclutamento dell'Isis nell'area balcanica. I quattro presunti fiancheggiatori erano accusati di finanziamento di condotte con finalità di terrorismo in concorso e istigazione a delinquere aggravata. In primo grado, nel 2024, Muca era stato giudicato in abbreviato e condannato a tre anni e quattro mesi di carcere. Per lui e per il coimputato Roland Leshi ora è arrivata l'assoluzione dalla corte d'appello di Bari. L'avvocato Roberto Ponzio, suo difensore, attende di conoscere le motivazioni della nuova sentenza e valuta una possibile richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. La difesa potrebbe chiedere anche il ritiro del provvedimento di revoca del titolo di soggiorno che il questore di Cuneo aveva disposto a luglio dello scorso anno, a carico dell'intera famiglia. (ANSA).
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