Biagio Antonacci si racconta 'La Puglia ce l'ho nel dna, come la musica'

Il cantautore ospite dell'Università di Foggia. In estate tappa del tour in Capitanata

(ANSA) - FOGGIA, 05 MAR - "La mia parte pugliese è quasi invadente, perché c'è la passione, la voglia di comunicare un sentimento, c'è la zona nostalgica". Lo ha detto Biagio Antonacci a Foggia, ospite dell'evento 'Convivendo, musica e bellezza', promosso dall'università di Foggia. "Io ho passato tutte le mie estati a Bari, - ha raccontato il cantautore - da quando avevo un anno con i miei cugini, con il dialetto, con la cultura, con la cucina. Quando io mangio il pesce crudo anche in altri posti mi prendono per pazzo. Questa cosa ce l'hai nel dna, come la musica". Quindi, il ricordo dei "primi impianti a cassetta sulle bancarelle del lungomare", la domenica con il papà che lo portava lì "ed io compravo le cassette di Pino Daniele, Bob Marley, Lucio Dalla. Bari era la vacanza con i genitori, il ricordo più grande, la ricerca del sole". L'incontro anticipa il ritorno di Biagio Antonacci in Capitanata. Il cantautore tornerà infatti in provincia di Foggia nell'ambito del suo nuovo tour che farà tappa all'Anfiteatro romano di Lucera in estate. "C'era quell'odore di erba tagliata simbolo di freschezza e accoglienza - ha detto Antonacci, dopo aver visitato l'Anfiteatro di Lucera che ospiterà i suoi concerti - Non è il primo anfiteatro dove andrò a suonare, ma ho avuto la sensazione di sentirmi a casa". Rispondendo alle domande dei giornalisti prima dell'incontro con gli studenti, Antonacci ha spiegato che "non è la musica che cambia, siamo noi che facciamo cambiare la musica, siamo noi che permettiamo le grandi rivoluzioni e le grandi evoluzioni". "Quindi ben venga se cambia la musica - ha aggiunto - vuol dire che il nostro cervello è in una fase di evoluzione. Poi non esiste il bello o il brutto. Uno dei miei pochi pregi è quello di non giudicare mai la musica, perché non si è in grado di farlo, perché ogni testa ha la sua frequenza". Quindi qualche parola sul Sanremo appena concluso. "È stato un Sanremo di giovani che avevano qualcosa da dire. E mi è piaciuto per questo motivo. Ed è stato forse un Sanremo che segnerà un'epoca, forse l'inizio di un'epoca o forse il cambio di un'epoca". (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Piccolo