Cannes chiude con 'Histoires de la nuit', Bellucci pittrice

In corsa anche 'The Dramed Adventure' di Valeska Grisebach

(ANSA) - CANNES, 22 MAG - Monica Bellucci pittrice e un'archeologa al confine nel sud-est della Bulgaria. Ovvero, rispettivamente, 'Histoires de la nuit' di Léa Mysius e 'The Dreamed Adventure' di Valeska Grisebach. Questi gli ultimi due film in concorso della 79/a edizione del Festival di Cannes, che si chiude domani sera. Il primo è un thriller rurale e claustrofobico, con un finale quasi horror, tratto dall'omonimo romanzo di Laurent Mauvignier. Protagonisti Nora (Hafsia Herzi), Thomas (Bastien Bouillon) e la figlia Ida (Tawba El Gharchi), che vivono isolati in campagna insieme alla loro vicina Cristina (Monica Bellucci), pittrice italiana. Durante i preparativi per la festa di compleanno di Nora, compaiono improvvisamente in entrambe le case tre brutti ceffi che iniziano a minacciare tutti senza un motivo apparente. Molto lentamente si capisce la ragione della furia che anima il capo di questi criminali, Frank (Benoît Magimel): una motivazione legata a insospettabili sentimenti. Cristina è interpretata da una Bellucci coraggiosa nel mostrare con disinvoltura i suoi anni e ancora più coraggiosa nel rapporto con il carceriere a cui è stata affidata. Il film, che visivamente sembra proseguire il lavoro già visto in 'Les Cinq Diables', tra scenari inquieti e legami familiari deformati, viene non a caso descritto dalla regista Léa Mysius come una sorta di versione femminile di 'A History of Violence'. "È un personaggio molto lontano dalle mie corde mediterranee - dice all'ANSA Monica Bellucci -, una donna chiusa in se stessa e, in qualche modo, per interpretarla era importante mostrarne con verità anche l'aspetto fisico. È una donna su cui il tempo è passato, non sempre in modo delicato, anche perché questo ci permette di credere alla sincerità dei suoi sentimenti: una donna che ha scelto di vivere isolata e che a un certo punto dice: noi donne, a partire da una certa età, diventiamo trasparenti". Anche in 'The Dreamed Adventure' di Valeska Grisebach la protagonista è una donna: Veska, un'archeologa in una città di frontiera dimenticata, dove il mondo criminale appare come il prolungamento naturale del vuoto lasciato dopo il crollo dell'Est europeo. La stessa Grisebach, nota per il suo cinema anti-spettacolare e minimalista e per l'utilizzo di attori non professionisti, ha spiegato che il progetto nasce da incontri con persone della sua generazione che avevano vissuto in Bulgaria la fine del blocco sovietico nel 1989. (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Piccolo