Cascina Spiotta: pm, 'questo è un normale processo per omicidio'

(ANSA) - Alessandria, 19 GIU - "Questo è un normale processo per omicidio". Così oggi in corte di assise ad Alessandria il pubblico ministero Ciro Santoriello ha aperto l'intervento della pubblica accusa al processo contro tre ex esponenti delle Brigate Rosse per i fatti della Cascina Spiotta del 1975. Gli imputati, Lauro Azzolini, Renato Curcio e Mario Moretti, sono chiamati a rispondere della morte di Giovanni D'Alfonso, 44enne appuntato dei carabinieri, avvenuta nel corso di uno scontro a fuoco. "Questo - ha ribadito Santoriello, presente insieme al collega Emilio Gatti - non è un processo alle Brigate Rosse o a un fenomeno storico. È un normale processo per omicidio. Sollecitato, peraltro, dalle persone offese, i figli di d'Alfonso, che hanno chiesto di sapere ( con un esposto presentato nel 2021 - ndr) chi uccise il loro padre. Non è strano che questo processo si stia celebrando a cinquanta anni dai fatti. Se il carabiniere fosse stato ucciso durante una rapina nessuno troverebbe strano un processo celebrato a distanza di 50 anni". "Sicuramente - ha ancora sottolineato il pm - bisogna evitare atteggiamenti di vendetta. Non è che siamo più severi perché stiamo facendo un processo che riguarda le Br. Però a un omicidio devono seguire le necessarie sanzioni. E allora, quando discuteremo di condanne, saranno condanne alle pene previste per l'omicidio". (ANSA).
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