Crans-Montana, il prof di una delle vittime: "Nei suoi interventi lasciava il segno"

"Giovanni era proprio un bel tipo. Sempre sorridente, ma in maniera intelligente. Molto educato, simpatico. Le mie lezioni sono per lo piu' dialoghi esistenziali, in cui cerco molto l'interazione. E quando Giovanni interveniva, non lo faceva sempre, lasciava sempre il segno. Le sue erano parole non scontate, originali". E' il ricordo di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana, fatto all'ANSA da don Vincenzo Passarelli, che lo ha avuto come alunno nell'ora di religione al liceo Righi per due anni, in prima e seconda. Compagni di scuola, prof, amici si riuniranno in un momento di preghiera nella chiesa di Sant'Isaia. "Un momento di raccoglimento a cui ha pensato una mia collega docente - spiega il sacerdote - un modo per fare qualcosa e sentirsi vicini in un momento di grande dolore". "Io di Giovanni da uomo di fede sono sicuro sia in Paradiso - aggiunge - ma e' per chi rimane che c'e' lo strazio".

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