Dalla Sardegna un appello per Najmeh Amini, condannata a morte in Iran

(ANSA) - SASSARI, 20 OTT - Un appello, disegnato sulla sabbia, per Najmeh Amini, la ragazza di 23 anni condannata a morte perchè ritenuta colpevole, secondo un tribunale di Mashhad in Iran, di aver scritto un post social considerato blasfemo, e quindi punibile con il massimo castigo contemplato nella Repubblica Islamica. Lo ha lanciato l'artista Nicola Urru con un grande altorilievo sulla spiaggia di Platamona, sul litorale di Sassari. La giovane studentessa di economia, che è stata arrestata tra fine gennaio e inizio febbraio scorsi, viene raffigurata assieme a due effigie che le impongono il silenzio. "Esprimersi non è soltanto un atto verbale o un'opzione tra le tante, ma rappresenta una dimensione costitutiva della natura umana. Attraverso le parole, l'arte, il pensiero e persino il dissenso, ciascun individuo dà voce al proprio mondo interiore, costruisce relazioni ed esercita la propria dignità - scrive l'artista sui social - Quando una persona è costretta a misurare ogni pensiero per il timore della repressione o del giudizio punitivo, non viene negata solo una libertà politica o giuridica, ma si ferisce la possibilità stessa di esistere in modo autentico. La possibilità di condividere idee senza il terrore di essere incriminati o soffocati dai dogmi è ciò che custodisce la bellezza e la complessità della vita umana. Un contesto capace di accogliere la delicatezza della parola, promuovendo il dialogo anziché la punizione, è l'unico spazio in cui la dignità e la sensibilità di ogni essere umano possono davvero fiorire", conclude Urru. (ANSA).
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