Dall'Iran a Napoli, il sogno dell'aspirante ricercatrice Maedeh

(di Patrizia Sessa) (ANSA) - NAPOLI, 25 MAR - È arrivata in Italia nel giorno in cui l'America di Donald Trump ha iniziato a bombardare Teheran. E' la storia di Maedeh Fallah, 28 anni, iraniana, studentessa e aspirante ricercatrice, con una laurea triennale in biologia conseguita in Iran. Oggi si trova a Napoli, nel cuore della ricerca oncologica italiana, all'Istituto Pascale, dove sta completando il percorso che la porterà a diventare dottoressa in biotecnologia molecolare. Qui, nei laboratori dedicati ai modelli immunologici innovativi, si misura ogni giorno con una scienza che non è solo studio, ma impatto concreto sulla vita dei pazienti. "Qui ho capito la vera attività della ricerca - racconta - Non è solo teoria: è capire come ciò che studiamo può diventare una cura". Il laboratorio del Pascale rappresenta per lei molto più di un luogo di studio: è un punto di approdo e, allo stesso tempo, di partenza. In questo contesto altamente specializzato, Maedeh sta sviluppando la sua tesi su 'Immunoterapia e nuovi antigeni tumorali', uno dei fronti più promettenti nella lotta contro il cancro. La ricerca, per lei, non è solo una carriera: è una vocazione nata da un dolore personale: "Avevo una zia che è morta di tumore a 35 anni. È stata lei a spingermi verso questo percorso". Da allora, la battaglia contro il cancro è diventata la sua missione: "È la più grande guerra mondiale dell'umanità", osserva. "Storie come quella di Maedeh rappresentano il senso più autentico della nostra missione - sottolinea Maurizio di Mauro, direttore generale del polo oncologico - .Il Pascale è un luogo aperto, dove il talento viene accolto e sostenuto, indipendentemente dalla provenienza. Investire sui giovani ricercatori significa investire sul futuro della medicina e sulla speranza dei pazienti. Ed è anche grazie a percorsi come il suo che la ricerca continua ad avanzare, ogni giorno". (ANSA).
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