Dopo 10 anni il pontificale di San Benedetto tornato nella cattedrale di Norcia

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 21 MAR - Dieci anni dopo il terremoto che ha colpito la Valnerina, il solenne pontificale di S. Benedetto si è tenuto nuovamente nella Basilica a lui intitolata a Norcia. Distrutta dal terremoto del 30 ottobre 2016 e poi ricostruita e riaperta al culto lo scorso 31 ottobre. La Messa è stata presieduta dall'arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo. Sul presbiterio è stata posta la reliquia di S. Benedetto. Molti i fedeli presenti e tra loro la presidente della Regione Stefania Proietti, quello della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti e il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera. L'omelia di mons. Boccardo è stata dedicata al tema silenzio, come riferisce la Diocesi in una nota. "Nel silenzio - ha sottolineato il vescovo - risuona anche il grido di sofferenza e l'anelito di sicurezza e di giustizia che sale dalle popolazioni ferite dalla guerra nelle diverse regioni del mondo. Un grido che dalle tragiche notizie quotidiane raggiunge e interpella il nostro cuore e sollecita la nostra responsabilità. Alla scuola di Benedetto, pacis nuntius, 'messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà', anche da Norcia vogliamo affermare risolutamente che non si può 'fare la guerra per fare la pace', che la logica della forza non può sostituirsi alla forza della ragione e alla paziente arte della diplomazia, che il rumore delle armi non può soffocare la dignità e le aspirazioni dei popoli, che la minaccia e la sfida non possono avere la meglio sul dialogo e sul bene comune. Mentre quelli che sono considerati i potenti del mondo sembrano impegnati a procurare infelicità ai popoli e alle nazioni; mentre si accumulano vittime senza numero e senza nome e la morte è l'unico esito di questo assurdo sperpero di ogni risorsa; mentre qualcuno chiede di quadruplicare la produzione di armi e i vincitori (come al tempo dei barbari) esibiscono come trofei i volti di quelli che sono riusciti ad uccidere; in un momento che ci porta a pensare che tutti siano contro tutti, da questo luogo così significativo noi vogliamo oggi elevare a Dio una corale preghiera per una pace 'disarmata e disarmante' e manifestare la ferma volontà di non essere contro nessuno e di vivere ed essere a favore di tutti". (ANSA).
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