Ferita a Roma, il marito 'lei viva per miracolo e chi le ha sparato libero'

"Sparatore può girare sotto casa nostra,servono misure sicurezza

(ANSA) - ROMA, 18 SET - "Mia moglie è fortemente spaventata perché l'uomo che le ha sparato, reo confesso, circola tuttora liberamente e ha facoltà di tornare a vivere nella stessa zona dove abitiamo. C'è il rischio pressoché scontato che se lo possa trovare davanti, da sola o quando sta con nostro figlio". E' quanto dice l'avvocato Valerio Cutonilli, marito di Cristina Stillitano, la donna colpita il 14 settembre scorso a Roma, in via della Giuliana, da un pallino sparato con una carabina ad aria compressa da un uomo individuato e denunciato in stato di libertà. "Cristina è viva per miracolo - dice all'ANSA l'avvocato Cutonilli -, il proiettile di piombo che l'ha colpita è entrato dalla parte posteriore del tricipite, ha penetrato il muscolo arrestandosi solo in una posizione avanzata. Attesa la delicatezza del caso, il personale medico del pronto soccorso non ha potuto procedere all'estrazione del proiettile. Mia moglie ha dovuto subire un'operazione chirurgica di alta specializzazione presso il Cto. Per comprendere la gravità dell'offesa, va considerato che il proiettile è stato estratto dal bicipite anteriore. I medici ci hanno spiegato che se quest'uomo l'avesse colpita pochissimi centimetri più in basso, colpendo l'arteria ascellare, sarebbe morta per dissanguamento in pochi minuti". L'avvocato Cutonilli aggiunge di essere anche lui "terrorizzato perché quest'uomo, in un arco temporale di pochi giorni, ha sparato a ripetizione contro esseri umani. Innocui pedoni a cui mirava, a quanto pare grazie a un puntatore ottico, come fossero sagome plastificate di un poligono di tiro. Nulla, e ripeto nulla, fa pensare che intendesse limitarsi a un ferimento. Se gli inquirenti arrivassero alla conclusione per cui sparava senza fare differenza tra le parti del corpo (vitali o non vitali) da centrare nel gioco che pare lo divertisse, la qualificazione giuridica del reato sarebbe necessariamente più grave di quella ora ipotizzata. Inoltre, rileva ancora Cutonilli, "non c'è stato nessun tentativo di soccorso di mia moglie da parte dello sparatore, naufragato per la presenza delle forze dell'ordine. Tra lo sparo e l'arrivo dei carabinieri, non per colpa di questi ultimi, è intercorso un notevole lasso temporale che avrebbe permesso sicuramente il soccorso. Con l'occasione, voglio invece ringraziare l'Arma che ha dimostrato non solo eccellenti capacità investigative, individuando rapidamente lo sparatore, ma anche una preziosa e costante umanità verso la vittima". Infine l'avvocato dice di essere anche "molto spaventato per quello che potrebbe accadere quando l'attenzione per queste vicende andrà inevitabilmente a diminuire. Le fotografie di mia moglie sono di pubblico dominio e non ritengo in alcun modo accettabile che lei o mio figlio, attesa anche la vicinanza, possano correre il rischio, domani o tra qualche mese, di trovarsi di fronte questo signore; eventualità che la porterebbe a rivivere ogni volta il dramma di queste ore. Per tale motivo - conclude - stiamo valutando la richiesta di specifiche misure di sicurezza". (ANSA).

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