Geologi, impossibile stabilizzare versante frana Niscemi

"Controllare le condizioni idrogeologiche del versante"

(ANSA) - PALERMO, 10 MAR - "Le analisi condotte confermano che, a causa delle dimensioni del sistema franoso, della profondità delle superfici di scivolamento e delle caratteristiche geologiche dei terreni coinvolti, non è tecnicamente possibile conseguire una stabilizzazione definitiva dell'intero versante mediante interventi strutturali estensivi". Lo dice la seconda relazione dei docenti dell'università di Firenze, guidati dal geologo Nicola Casagli, incaricati dal Dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio di redigere un rapporto sul disastro che lo scorso gennaio ha sconvolto il comune di Niscemi in Sicilia. Per i geologi "la gestione del dissesto deve pertanto fondarsi su strategie di mitigazione del rischio e su un approccio adattivo, basato sul monitoraggio continuo e sul controllo dei principali fattori di instabilità, attraverso una combinazione equilibrata e progressiva di interventi strutturali e misure non strutturali di riduzione del rischio. Uno dei processi attualmente in atto è l'arretramento della scarpata formatasi durante la fase parossistica del movimento". Secondo gli esperti "gli interventi non devono quindi mirare alla ricostruzione della morfologia originaria, ma piuttosto accompagnare l'evoluzione del pendio attraverso opere di riprofilatura, regimazione delle acque superficiali e protezione dall'erosione. Parallelamente rimane possibile la riattivazione del movimento profondo lungo superfici di scivolamento già impostate". "Le strategie di mitigazione - continua il rapporto - devono quindi concentrarsi principalmente sul controllo delle acque. Nel medio periodo gli interventi proposti sono orientati alla riduzione delle infiltrazioni, alla captazione delle emergenze idriche, alla regimazione delle acque meteoriche e alla protezione dall'erosione del piede dei versanti. Nel lungo periodo, solo una caratterizzazione geologica e geotecnica più approfondita potrà consentire la progettazione di eventuali opere strutturali mirate, che tuttavia potranno agire solo localmente e non garantire una stabilizzazione globale del sistema". Gli interventi strutturali, proposti dagli studiosi, riguardano in particolare il controllo delle condizioni idrogeologiche del versante: la riorganizzazione delle reti fognarie e acquedottistiche dell'abitato di Niscemi, la realizzazione di sistemi di drenaggio mediante pozzi di emungimento e gallerie drenanti profonde, la riprofilatura delle scarpate e interventi di stabilizzazione locale dei versanti. Parallelamente sono previste opere di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua, in particolare del torrente Benefizio, finalizzate alla riduzione dell'erosione e al controllo dell'energia del deflusso. (ANSA).

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