Giorgio Armani, la vita oltre il successo nelle sue parole

La prima biografia autorizzata firmata da Roberta Filippini

(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) - ROMA, 31 AGO - ROBERTA FILIPPINI, GIORGIO SECONDO ARMANI LA VITA OLTRE IL SUCCESSO (Marsilio editori, pp. 368, euro 19,90. Con inserto fotografico) "Ripensando alla mia storia privata, quello che mi dispiace molto è di non aver creato una famiglia con tanti figli miei, anche se forse sarei stato un padre tremendo, ansioso, avrei preteso di gestire tutto. Ma il fatto è che dalla vita avrei avuto quello che mi piace in termini affettivi". È tutto in questa rivelazione così personale, così intima e sorprendente, Giorgio Armani raccontato da Roberta Filippini nella prima biografia autorizzata in cui è lui stesso a confidarsi con la giornalista e amica in un lungo dialogo. E si svela appunto puntiglioso, controllato ma anche nelle emozioni più vere. Il corposo volume, corredato da uno splendido apparato fotografico, è già una storia a sé perché nasce quando lo stesso Armani, nel 2014, chiama a sorpresa Filippini per proporle di scrivere un libro autobiografico. Sono giornate intense, trasparenti come il tavolo di cristallo dello studio di Via Borgonuovo a Palazzo Orsini, in cui Armani la accoglie per rispondere alle sue "domande libere" con "risposte mai reticenti", forse per capire lui stesso quello che non si è confessato fino ad allora. "In alcuni momenti mi sono sentita la sua psicanalista", scrive del resto l'autrice raccontando la genesi del libro, disponibile dal 1 settembre, in occasione del primo anniversario della morte dello stilista, scomparso il 4 settembre di un anno fa. Ecco, "stilista" è una di quelle parole su cui Armani si incaglia, lo chiama così per primo Nino Cerruti per cui va a lavorare dopo l'esperienza della Rinascente, ma a lui non piace. "In alcuni periodi mi ha dato fastidio per l'enfasi con cui è stato trattato'', confessa. E la bellezza di queste pagine è proprio forse nel non scoprire un Armani diverso, ma nell'entrare nella sua sobrietà, nella sua misura, quasi un equilibrismo a partire dall'infanzia, quando la madre lo portava in colonia, lì dove lei era la direttrice e lui un bambino come gli altri nato a Piacenza "tra il Po e il Trebbia" l'11 luglio del 1934, cancro come Sergio, nato cinque anni prima, e Rosanna che nascerà cinque anni dopo. Una delle passioni che non lo lasciano mai è quella del cinema, da quella prima volta in cui prende il primo aereo per accompagnare proprio la sorella aspirante attrice a fare un provino a Roma. Vede Anna Magnani al trucco, Giulietta Masina che gli appare fin troppo dimessa e quel cinema che poi consacrerà il suo talento con la celebre giacca destrutturata di Richard Gere, è già tutto nelle sue corde di bambino. "Certo non avrei mai immaginato di ottenere quell'effetto mediatico e popolare, quando Paul Schrader mi chiese di vestire il non ancora famoso Richard Gere per un ruolo difficile, un narciso che faceva l'escort in un ambiente elegante", racconta. E da quel film gli rimase anche l'amicizia di Lauren Hutton che lo andava a trovare a Pantelleria, l'isola che aveva scelto per le sue vacanze, il suo rifugio. Ed il libro del resto non segue un andamento lineare, il suo fascino è anche in questo andare e indietro nei ricordi del protagonista, che mette a confronto i vari momenti della sua vita, l'arte, la famiglia, la storia privata, gli aspetti del suo carattere di cui non si nasconde le asperità e le emozioni. Ma, storia nella storia, i tanti incontri tra Armani e Filippini e la lunga stagione di confidenze la prima volta finirono nel nulla, lui ci ripensò, lei mise tutto nel cassetto per quasi dimenticarsene fino a quando, dopo la sua scomparsa ha deciso - fortunatamente - di rispolverare il tesoro che Armani, anzi Giorgio, le aveva consegnato ed ora è tutto da leggere. (ANSA).

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