Gratteri, 'Nordio non sa cos'è la mafia, autonomia a rischio"

(ANSA) - TRIESTE, 17 FEB - "Il ministro Nordio o non sa cos'è la mafia e chi è il mafioso, o forse è lui che deve chiarire. Peraltro stiamo parlando dello stesso sistema che lo ha nominato procuratore aggiunto a Venezia". Lo afferma il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, in un'intervista al Messaggero Veneto, sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, per il quale il sistema del Csm sarebbe para-mafioso. Gratteri risponde sul prossimo referendum: "Nulla è stato fatto di quello che veramente serve per rendere più efficiente il sistema giustizia". "Chiediamo riforme che possono rendere più efficiente il servizio che offriamo. Ed è la stessa ragione per cui diciamo No al referendum". Sulla frase da lui pronunciata - voteranno per il sì "indagati, imputati e massoneria deviata" - spiega che "è stata estrapolata da un'intervista durata circa un' ora" non è uno "spartiacque tra buoni e cattivi. La divisione è tra chi vuole e ritiene giusto un controllo di legalità da parte della magistratura sulle azioni della collettività, e quindi mantenere l'attuale separazione tra poteri per cui necessariamente voterà No, e chi vuole, se non eliminare, fortemente diminuire il controllo di legalità da parte della magistratura, per abrogare il sistema attuale". Gratteri ricorda che uno dei primi a parlare di separazione delle carriere fu Licio Gelli, "come risulta dal piano della P2, proprio con la finalità di limitare l'indipendenza del pm. La P2 era un loggia massonica deviata, anzi eversiva". Sulla presunta politicizzazione del referendum: "Dal primo giorno ho detto che bisogna votare No al referendum, quando la sinistra ancora non sapeva neanche di cosa si stava parlando. Io voto No e spiego perché è importante votare No, per le mie convinzioni. Non per ragioni politiche". "Certamente" le correnti continueranno ad esistere anche con la riforma e "governeranno non più un solo Csm, ma due Csm. Più l'Alta corte di giustizia, con spese triplicate, a carico dei contribuenti". "L'autonomia e l'indipendenza si indeboliscono con la presenza della forte componente laica, con componenti scelti dalla politica, nei due Csm e nell'Alta corte. Dopo questo passaggio, che fa da apripista, ci saranno i decreti di attuazione, obbligatori, con i quali poi verranno man mano fatte tutte le modifiche 'operative' con legge ordinaria. La prima, come ha detto Tajani, non io, levando il controllo della polizia giudiziaria ai pm", spiega ancora il procuratore. "Non si cambiano sette, e sottolineo sette, articoli della Costituzione per 30 magistrati all'anno che cambiano le funzioni. Perché è un salto nel buio che può solo portare a un sistema peggiore di quello attuale". Infine un invito "a tutti, andate a votare". (ANSA).
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