I 15 anni di Giulia Giornaliste, "noi in campo contro precariato e machismo"

(di Giulia Bertollini) (ANSA) - ROMA, 28 SET - Celebrare quindici anni di impegno civile e deontologico per restituire un racconto pubblico e mediatico libero da pregiudizi, stereotipi di genere e disuguaglianze. Con questo spirito l'associazione GiULiA (Giornaliste Unite Libere Autonome), nata il 21 settembre 2011 e oggi diffusa su tutto il territorio nazionale con centinaia di iscritte, ha celebrato il suo quindicesimo anniversario in Senato. Il convegno "GiULiA 15 anni dopo - Diritti sotto attacco. Donne contro la cultura machista", svoltosi nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, ha ricevuto un solenne riconoscimento da parte delle istituzioni con il conferimento della Medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'incontro, aperto dai saluti della senatrice Valeria Valente e promosso con il patrocinio di Cnog, Fnsi, Inpgi e Casagit, ha permesso di fare il punto sui traguardi raggiunti dal manifesto fondativo ispirato ai principi costituzionali di uguaglianza e di analizzare le sfide ancora aperte sul nesso tra linguaggio, potere e diritti delle donne. "Il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica ci riempie di orgoglio e la condividiamo come un segno di attenzione verso i 15 anni di strada percorsi insieme", ha dichiarato Serena Bersani, presidente di GiULiA Giornaliste. "Non crediamo nella favola della 'prima donna' ad aver raggiunto un traguardo, ma nella forza della collettività. Oggi assistiamo al ritorno del body shaming e dell'insulto sessista per deridere le donne nel dibattito pubblico e politico: un clima che viene pericolosamente normalizzato. La responsabilità di chi fa informazione è non voltarsi dall'altra parte". Ripercorrendo le origini dell'associazione, una delle fondatrici, Silvia Garambois, ha ricordato la genesi delle prime battaglie sul lessico: "Quando siamo nate nel 2011, i giornali raccontavano ancora i femminicidi parlando di 'raptus', 'delitto passionale' o 'troppo amore'. Carte alla mano e con il movimento delle donne, abbiamo preteso e ottenuto l'ingresso della parola 'femminicidio' nel linguaggio del giornalismo italiano". Durante il convegno sono stati presentati anche i dati dello studio curato da Monica Paiella della Direzione Centrale Studi e Ricerche Inps per GiULiA Giornaliste, che evidenziano il persistente divario occupazionale e retributivo. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile si è attestato al 53,3% contro il 71,1% maschile. Nel settore privato la retribuzione media annuale è stata di 25.800 euro per gli uomini contro i 18.300 euro delle donne, con disuguaglianze che continuano a riflettersi anche nel settore dell'informazione e nelle opportunità di carriera. Sui temi del contrasto alla violenza di genere è intervenuta la statistica Linda Laura Sabbadini, evidenziando come il 15,3% delle donne italiane abbia subito violenze fisiche o sessuali prima dei 16 anni: "Non si tratta di un fenomeno marginale, ma di un abuso strisciante. Occorre agire prima, smantellando gli stereotipi di genere fin dalla scuola primaria". Sul tema dell'istruzione è arrivato anche il monito della senatrice Maria Domenica Castellone (M5s): "Pensare di autorizzare soltanto una manciata di ore di educazione sesso-affettiva col consenso dei genitori fa capire quanto sia sbagliata la strada intrapresa. Servono percorsi strutturati per accompagnare i giovani verso il rispetto e il consenso". Pieno sostegno alle battaglie dell'associazione è giunto dai vertici degli organismi di categoria. Il presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha sottolineato: "L'Ordine è al fianco di GiULiA: i tempi sono ormai maturi perché una donna arrivi alla presidenza del Consiglio Nazionale dell'Ordine". Infine il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, ha posto l'accento sulla piaga della precarietà: "Oggi il precariato punisce in primis le donne, costringendole spesso ad abbandonare la professione. Finché i dati indicheranno che serviranno 171 anni per raggiungere la parità di genere, la spinta autonoma e la politica culturale di GiULiA saranno indispensabili". (ANSA).
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