I pm non ricorrono sulla scarcerazione di Siher e proseguono le indagini

L'inchiesta sul creatore del Movimento 17 ottobre va avanti per ricostruire rete contatti

(ANSA) - MILANO, 06 NOV - La Procura di Milano, come già si era potuto capire nei giorni scorsi, ha deciso di non ricorrere al Riesame contro l'ordinanza del 28 ottobre con cui la gip Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo e ha scarcerato, per assenza di gravi indizi, Youssef Siher, l'amministratore dei canali social del "Movimento 17 ottobre". Era già parso chiaro nei giorni scorsi che gli inquirenti non erano intenzionati a presentare il ricorso (si poteva fare, da norme, sulle esigenze cautelari), perché il loro lavoro si sta concentrando sulle indagini che vanno avanti alla ricerca di nuovi elementi e per ricostruire la rete di contatti del ricercatore 30enne. Siher resta indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche, nelle indagini della Polizia postale e della Digos, coordinate dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Francesca Crupi. In Procura si fa notare, tra l'altro, che una sentenza della Cassazione dello scorso gennaio riconosce che l'istigazione a delinquere si configura anche quando c'è una "efficacia persuasiva tale da suggestionare la sfera volitiva di altre persone così da indurle a commettere" reati. Per la gip, però, Siher stava organizzando, pur con toni duri e linguaggio volgare, soltanto forme di protesta contro il governo, senza mai richiami alla violenza e alle devastazioni del 17-18 ottobre. Intanto, il telefono dell'esponente dei Giovani palestinesi resta sotto sequestro (lui non ha fornito il pin per accedere alle analisi). (ANSA).

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