Idos, calano sbarchi e richiedenti asilo ma aumentano morti e violenze

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Calano gli ingressi irregolari in Europa, inclusi gli sbarchi, e le richieste di asilo. Ma aumentano i morti, le privazioni dei diritti umani, le domande di protezione pendenti, l'ostilità verso chi salva i migranti dalla morte in mare. È il contesto in cui si colloca "l'anno zero" del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, l'insieme di norme che si applicano dal 12 giugno scorso, "in parte ispirate da un ventennio di politiche italiane". E' quanto contenuto dal Dossier Statistico Immigrazione realizzato dal Centro studi e ricerche Idos in collaborazione con il Centro studi Confronti e l'Istituto di studi politici "S. Pio V". L'edizione 2026, la 36ma, sarà presentata il 27 ottobre a Roma e, in contemporanea, in tutte le regioni italiane con approfondimenti locali. Il volume di 512 pagine si compone di 98 capitoli e un'appendice statistica redatta da 148 autori. Meno arrivi, ma più morti nel Mediterraneo Ma cosa c'è dietro queste riduzioni? Un reale ridimensionamento del bisogno di protezione o il suo contenimento (forzato)? Una risposta, secondo il dossier, arriva dal confronto tra il calo degli arrivi via mare nei primi otto mesi del 2026 (poco più di 51mila in tutto il Mediterraneo contro gli 86mila dello stesso periodo del 2025) e l'aumento delle morti accertate durante la traversata (1.733 da gennaio ad agosto 2026 contro le 1.248 dello stesso periodo del 2025). Solo nella rotta del Mediterraneo centrale hanno perso la vita 914 persone, contro le 827 dello scorso anno (+11%). Il contributo di Sos Mediterranee Italia al Dossier ricostruisce un decennio di ostilità e compressione del soccorso civile. Per Sos Mediterranee la perdita di vite "non è una fatalità, ma il risultato di precise scelte politiche". Da quanto emerge dal Dossier nel Patto si ritrova "la matrice italiana" nell'esternalizzazione dei confini sperimentata dal nostro Paese in circa vent'anni di accordi con i Paesi nordafricani. È del 1998 il primo accordo con la Tunisia, seguito dalle intese del 2020 e poi dal Memorandum con l'Ue del 2023. L'intesa con la Libia ha permesso, tra il 2017 e il 2025, di intercettare 192.788 persone in movimento nel Mediterraneo e riportarle nelle strutture di detenzione. "I numeri restituiscono un quadro ben più complesso di quello rappresentato dalla retorica emergenziale e securitaria, ma non sembrano incidere - viene sottolineato - né sulle politiche né sul dibattito pubblico. Una circostanza tanto più grave, dinanzi a un impatto umanitario così rilevante". (ANSA).
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