Il curling a Colle Oppio, Nepi "sport accessibile può cambiare una generazione"

"Nei playground 'Illumina' lo sport si trasforma in una palestra di rispetto"

(ANSA) - ROMA, 22 FEB - "A Roma, a Colle Oppio, presto si giocherà anche a curling. Diventerà un'esperienza quotidiana, non più uno sport da riscoprire ogni quattro anni durante le Olimpiadi invernali. Ma anche gioco, incontro, scuola di valori e divertimento: perché lo sport è soprattutto questo". Così Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute. "Bambini, famiglie e adulti - ha sottolineato Nepi Molineris - potranno avvicinarsi a una disciplina inclusiva e fortemente educativa. L'obiettivo, nel segno del Progetto 'Illumina', promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani e ideato da Sport e Salute, è quello di rendere sempre più accessibile lo sport. Perché quando lo sport diventa accessibile, cambia una generazione. E quando accende una luce, non illumina solo un campo da gioco: illumina il futuro". "Vogliamo mettere al centro il divertimento, la spensieratezza e la partecipazione. Il curling diventerà un'occasione quotidiana di incontro. Questo è anche un messaggio culturale: lo sport può essere innovazione, può sorprendere e diventare un ponte tra generazioni. Non solo attività fisica, ma un vero contratto sociale tra giovani e meno giovani, persone con esperienze differenti che condividono lo stesso spazio e gli stessi valori. Nei playground 'Illumina' lo sport si trasforma in una palestra di rispetto, collaborazione e fair play, dove conta stare insieme prima ancora che vincere". "Lo sport - conclude Nepi - non è un'attività accessoria, ma uno strumento educativo indispensabile. Attraverso il gioco si imparano regole, rispetto reciproco, gestione delle emozioni e lavoro di squadra, competenze che nessun libro può insegnare da solo. Per questo la vera medaglia non è il risultato agonistico ma l'aumento del numero di ragazzi che fanno sport ogni giorno. L'obiettivo sarà sempre di più rafforzare la presenza dello sport nella scuola, perché è da lì che parte tutto: dalla formazione dei più giovani nasce il futuro dello sport e della società". (ANSA).

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