Il fratello di Vanessa uccisa nel 2023, 'allibito che succeda ancora'

Anche la sorella aveva denunciato il killer, 'non capisco perché si arrivi sempre dopo'

(ANSA) - VENEZIA, 19 AGO - "Quando ho visto il caso di Tania sono rimasto allibito. Dopo una denuncia e diverse aggressioni non concepisco il fatto di non aver agito prima. I centri antiviolenza sono attivi ogni giorno, non capisco come non ci sia un intervento tempestivo per prendere importanti misure preventive. Non capisco perché non si faccia qualcosa in più prima e si arrivi dopo, quando non si può fare nulla". A parlare è Nicola Ballan, fratello di Vanessa, che il 19 dicembre 2023 venne uccisa a Riese Pio X (Treviso) a 27 anni da Bujar Fandaj, l'uomo diventato il suo stalker dopo essere stato il suo compagno. Anche Ballan, come Tania Terrin, aveva denunciato e, anche allora, non vennero prese misure cautelari verso il suo aguzzino. Tanto che il ministro della Giustizia Carlo Nordio chiese una relazione alla Procura di Treviso, per cui concludere tre mesi dopo che non c'era stata incuria. "Io - afferma Ballan all'ANSA - sono sono sempre stato convinto che lì ci siano stati errori e mancanze. Arrivare alla denuncia non è una cosa facile, non va presa alla leggera. Chi lo fa sta soffrendo molto. E i casi sono tanti, troppi". A chi nota come solo a Venezia si trattino dieci codici rossi al giorno, Ballan replica che "il dato finale è che poi le vittime ci sono. E non c'è solo il fatto grave, incommensurabile, di togliere la vita a una persona, ma anche di distruggere la vita alle persone vicine. Questi uomini non pensano alle conseguenze, c'è l'istinto predominante maschile". Il fratello di Vanessa ricorda cosa disse il giorno del funerale: "Una parola, uno sguardo, una presenza in più possono fare la differenza. Non possiamo girarci dall'altra parte quando vediamo una situazione complicata. Le istituzioni devono controllare una volta in più, avere un'accortezza in più. Non ci sono mezzi? Bisogna trovarli, se i casi sono tanti ci sarà un motivo". E poi "quando avviene una denuncia non deve essere banalizzata: la donna che arriva lì sta facendo un atto importante e arriva con una grande difficoltà emotiva". (ANSA).

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