Il Gip sgonfia l'inchiesta Dda su rifiuti tossici delle concerie in Toscana

(ANSA) - FIRENZE, 28 MAR - Si sgonfia l'inchiesta della procura distrettuale antimafia di Firenze, sullo smaltimento del keu, gli scarti tossici di risulta delle concerie di Santa Croce sull'Arno (Pisa) dispersi illecitamente in vari luoghi in Toscana, anche in alcuni cantieri edili. Cinque anni dopo arresti e sequestri, il gip Gianluca Mancuso al termine dell'udienza preliminare ridimensiona le accuse e spezza l'inchiesta in due processi, che inizieranno davanti ai tribunali di Pisa e di Arezzo in estate. Sono caduti i reati di associazione per delinquere e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Ci sarà, invece, un processo per 14 imputati, a vario titolo, di corruzione elettorale, illecita gestione e illecito smaltimento e sversamento di rifiuti, e per quattro aziende per la responsabilità amministrativa delle imprese, Associazione Conciatori, Consorzio Depuratore Santa Croce, Consorzio Aquarno, Le Rose srl. Il gip Mancuso ha rinviato a giudizio l'ex consigliere regionale Pd Andrea Pieroni, già presidente della Provincia di Pisa, per corruzione elettorale: per ottenere il voto dei vertici dell'associazione conciatori alle Regionali 2020 - questa l'accusa - si sarebbe impegnato a far approvare dal Consiglio regionale l'emendamento per sottrarre Aquarno dall'obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione integrata ambientale, un notevole sgravio. Il processo si svolgerà davanti al tribunale di Pisa, individuato competente per territorio, con primo udienza il 2 luglio 2026. Oltre a Pieroni sono imputati gli imprenditori Alessandro Francioni, Aldo Gliozzi, l'ingegnere Nicola Andreanini, l'avvocato Alberto Benedetti. Con l'accusa di illecita gestione dei rifiuti, illecito sversamento nei canali Usciana e Controusciana immissari in Arno, sono imputati nello stesso processo Antonio Lasi, Lorenzo Mancini, Silvia Rigatti e Francesco Lerose, la moglie e il figlio, e la stessa società. Il giudice Mancuso, inoltre, ha trasferito un altro filone dell'inchiesta in un processo per competenza territoriale ad Arezzo con imputato l'imprenditore Francesco Lerose, la moglie Annamaria Faragò e il figlio Manuel Lerose, oltre alla stessa società Lerose con sede a Levane di Bucine (Arezzo) con l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti. Questo processo si aprirà il prossimo 9 luglio. Prosciolta perché 'il fatto non sussiste' l'ex sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda (Pd) dalle accuse di associazione per delinquere e corruzione per aver fatto da tramite tra imprenditori e politica; Deidda secondo la pm Christine von Borries avrebbe favorito il Consorzio Aquarno, nominando consulenti favorevoli ai conciatori e avrebbe assicurato la raccolta di contributi elettorali da imprenditori per destinarli ad alcuni politici nonché di essersi adoperata per la riconferma dell'incarico a capo di gabinetto del presidente della Regione Eugenio Giani, Ledo Gori. Anche Gori, accusato di corruzione, è stato prosciolto perché 'il fatto non sussiste'. Assolti infine anche i vertici delle aziende orafe Chimet e Tca. (ANSA).
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