Imprese fantasma, cancellate 346 partite iva nel Bresciano

Una donna cinese ne aveva intestate 295 con lo stesso domicilio

Sono 346 le partite Iva cancellate su proposta della Guardia di Finanza di Brescia nell'ambito di un'operazione contro imprese "fantasma" e frodi fiscali su larga scala. Al centro dell'inchiesta il caso più rilevante: una cittadina cinese nullatenente risultata rappresentante fiscale di 295 società estere, tutte domiciliate fittiziamente allo stesso indirizzo nel territorio di Brescia. Secondo gli investigatori, il sistema avrebbe consentito di movimentare oltre 41 milioni di euro attraverso fatture per operazioni inesistenti. I flussi finanziari transitavano su conti di società "cartiere" per poi essere trasferiti in Cina tramite bonifici, mentre il contante destinato ai clienti veniva raccolto in esercizi commerciali. L'attività, coordinata dalla Procura distrettuale, si inserisce in un'azione più ampia che ha portato alla segnalazione complessiva all'Agenzia delle Entrate per la cessazione immediata delle 346 posizioni fiscali ad alto rischio. Un secondo filone investigativo, sviluppato dalla Compagnia di Rovato, ha individuato altre 51 imprese irregolari coinvolte in un sistema di fatture false per oltre 250 milioni di euro, con casi di interposizione fittizia di manodopera. La cancellazione delle partite Iva, spiegano le Fiamme Gialle, è una misura preventiva che consente di bloccare le frodi, impedire l'utilizzo di crediti fiscali inesistenti e rafforzare le garanzie a tutela dell'erario.

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