La mamma di Alberto Stasi, 'la verità trova sempre la sua strada'

La lettera di Elisabetta Ligabò al nuovo programma 'Verità Nascoste' su Retequattro

(ANSA) - MILANO, 01 SET - "Ho sempre saputo che Alberto era innocente e se avessi avuto un solo dubbio sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità". Ma alla fine "la verità trova sempre la sua strada, anche quando sembra impossibile". È una lettera accorata quella che Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, ha scritto a 'Verità Nascoste', il programma condotto da Milo Infante che debutta stasera in prima serata su Retequattro con questa missiva in esclusiva. La mamma di Alberto ha ripercorso le fasi più dolorose della vicenda che ha visto il figlio condannato per l'omicidio dell'allora fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, nel Pavese. "Ci sono cose che il tempo non riesce a portare via. Gli anni passano, la vita va avanti, ma certe vicende restano sempre con te" scrive la mamma di Alberto. "Ci sono stati anni in cui mi sono sentita molto sola", confessa. "Spesso avevo la sensazione che nessuno potesse capire davvero quello che stavamo vivendo. Quando una vicenda così dolorosa entra nella tua vita, molte cose cambiano. Impari a convivere con gli sguardi, con i giudizi, con le parole dette e con quelle non dette. A volte il silenzio pesa più di tutto il resto. Perché poi alla fine se tuo figlio viene processato per omicidio 'un motivo ci sarà' e anche spiegare che non è così sembra inutile". "Poi - continua Ligabò - è arrivato il giorno in cui ho perso mio marito, il mio punto di riferimento, e quel mondo già a pezzi è crollato ancora di più. Subito dopo, Alberto è entrato in carcere. È come vedere la tua vita andare in frantumi. La mia famiglia non c'era più". Mamma Elisabetta sottolinea in più passaggi il suo amore per il figlio ("sono orgogliosa dell'uomo che è diventato e spero per lui, con tutto il cuore, un futuro diverso") e ricorda con delicatezza Chiara Poggi ("il tempo passa, ma non cancella le persone che abbiamo conosciuto e che hanno fatto parte della nostra vita. Quello che è accaduto resta una tragedia e il pensiero non può che andare anche a questo"). Elisabetta Ligabò conclude la lettera con "il desiderio di poter vivere con un po' di pace nel cuore. Dopo tanti anni di sofferenza, di attese e di solitudine, credo che sia il desiderio più semplice e più umano che una persona possa avere". (ANSA).

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