L'Archivio di Marta Marzotto si avvia a diventare d'interesse storico

(di Patrizia Vacalebri) (ANSA) - ROMA, 06 NOV - L'Archivio di Marta Marzotto, che comprende i suoi abiti, gli adorati caftani, i gioielli e tante fotografie si avvia ad essere dichiarato di interesse storico dal ministero della Cultura: è stato avviato il procedimento che punta a restituire anche sul piano istituzionale il valore di un personaggio poliedrico, che ha attraversato e interpretato da protagonista decenni di storia della moda e della cultura italiana. Inoltre, dal 20 novembre al 28 febbraio, il Museo Nazionale Slovacco di Bratislava ospiterà la mostra dedicata allo stile inconfondibile di Marta Marzotto, intitolata "L'Armadio della contessa", a cura di Samuele Briatore, che racconterà una delle protagoniste della moda e della cultura italiana degli ultimi 50 anni. La mostra sarà inaugurata il 19 novembre dall'ambasciatore d'Italia in Slovacchia Gianclemente de Felice, in presenza dei figli della contessa, Matteo e Diamante Marzotto. La moda italiana come espressione di creatività, artigianato, identità e patrimonio culturale. È questo il filo conduttore della mostra dedicata a Marta Marzotto, promossa dall'ambasciata d'Italia a Bratislava e da Fondazione Changes, con il coinvolgimento di Sapienza Università di Roma e dell'Università Comenius di Bratislava. Indossatrice, musa di grandi artisti, protagonista della vita culturale italiana e appassionata collezionista d'arte, Marta Marzotto ha attraversato epoche e tendenze costruendo uno stile immediatamente riconoscibile. La sua eleganza non rispondeva alle regole del total look, ma nasceva dalla capacità di combinare materiali, forme, colori e suggestioni provenienti da culture differenti. Il caftano, divenuto il suo capo simbolo, rappresenta forse meglio di ogni altro questa libertà. Marta amava sceglierne personalmente i tessuti, spesso acquistati durante i viaggi in Oriente e in Marocco. Spesso collaborava con gli artigiani di Marrakech alla realizzazione di modelli unici. Ma nel suo guardaroba s'incontravano anche firme prestigiose come Valentino, Gianfranco Ferré, Krizia e Roberto Cavalli, assieme a capi realizzati su misura e creazioni personalizzate. Accanto agli abiti, i gioielli occupano un posto centrale nel racconto espositivo e nell'universo estetico di Marta Marzotto. Collane monumentali, bracciali indossati in successione, grandi pietre colorate, motivi animalier e ornamenti dalle forme scultoree erano parte integrante del suo stile. La mostra, curata da Samuele Briatore, è il risultato di un progetto di ricerca e valorizzazione del patrimonio vestimentario di Marta Marzotto, sviluppato nell'ambito di "Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze", promosso dalla Sapienza Università di Roma all'interno dello Spoke 2 - Creativity and Intangible Cultural Heritage del Partenariato Esteso Changes, finanziato dal pnrr. Grazie alla collaborazione di Diamante Marzotto, proprietaria dell'archivio, il progetto ha consentito di censire e studiare 495 pezzi del guardaroba, tra cui 123 vestiti, 152 gioielli - dei quali 104 bracciali - 39 paia di stivali e 13 colbacchi. Un lavoro condotto anche attraverso il coinvolgimento di quattro giovani studenti di Scienze della moda e del costume della Sapienza - Sofia Terrevoli, Chiara Liberatoscioli, Daniele Baroni e Giulia Toccaceli, che hanno ricostruito la storia degli oggetti attraverso lo studio dei materiali, delle lavorazioni e delle foto. Dalla ricerca è nato anche il catalogo "Marta Marzotto. L'armadio della contessa", a cura di Samuele Briatore, pubblicato da Silvana Editoriale, che approfondisce il rapporto tra il guardaroba, la memoria e l'identità. Il percorso espositivo è arricchito dal progetto fotografico di Claudia Sicuranza, che ha reinterpretato abiti e gioielli attraverso un dialogo con le sculture del Museo dell'Arte Classica della Sapienza Università di Roma. Sete, ricami, caftani e collane vestono i corpi immobili delle statue. Una selezione di foto era stata presentata precedentemente a Palazzo Braschi. (ANSA).
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