Loach a Cannes, davanti al genocidio del palestinesi non si può stare in silenzio

(ANSA) - CANNES, 20 MAG - "Grazie a tutte le persone in Francia che hanno sostenuto i nostri film, e sono venute stasera. Perché senza il vostro supporto e la vostra amicizia, avuto anche in Italia e in altri Paesi europei, ma soprattutto in Francia, non avremmo avuto una carriera. Non avremmo fatto questi film". Lo ha detto Ken Loach al Festival di Cannes alla proiezione in spiaggia fuori dal Palais, per la sezione Cinema on the beach, di uno dei suoi capolavori 'Terra e libertà'. Il regista, classe 1936, è arrivato insieme allo sceneggiatore con cui ha scritto i suoi film negli ultimi 30 anni, Paul Laverty (che è quest'anno nella giuria del concorso). Dopo l'omaggio del pubblico, che l'ha accolto con una standing ovation, Loach ha anche commentato le parole dette al "Festival del Cinema di Berlino, dal mio buon amico Wim Wenders secondo cui il cinema dovrebbe essere al di sopra della politica. Devo dire che non sono d'accordo - ha spiegato -. Vorrei citare le parole di Martin Luther King, 'la cosa peggiore non è la violenza dei malvagi, ma il silenzio dei buoni'. Quando assistiamo "allo sfruttamento, l'oppressione, la ricchezza senza limiti e la povertà disperata, guerre e crimini di guerra, e, diciamolo chiaramente, il genocidio di Israele contro i palestinesi, non possiamo stare in silenzio e non ci staremo". Loach alla fine ha anche citato Paul Robeson, l'attore e cantante afroamericano, attivista dei diritti civili, secondo cui "gli artisti sono i i custodi della verità, le voci radicali della civiltà ed è nostro compito esserlo... non è un brutto lavoro". (ANSA).
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