Medaglie ai nuovi Accademici, Santa Cecilia recupera antica tradizione

Consegnate dal presidente Biscardi a Della Seta, Mariotti, Vidolin e Gianni Letta

(ANSA) - ROMA, 01 LUG - L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha accolto ufficialmente i nuovi Accademici effettivi eletti quest'anno: Fabrizio Della Seta, Gianni Letta, Michele Mariotti e Alvise Vidolin. A loro il presidente-sovrintendente della fondazione musicale Massimo Biscardi ha consegnato, nella sede storica di via Vittoria, le targhe e le medaglie, recuperando una usanza storica che si era interrotta da lungo tempo. ''L'Accademia nasce come confraternita di musicisti, luogo di riconoscimento di una professione, di una dignità artistica, di un sapere - ha ricordato Biscardi - e sentì il bisogno di dare agli Accademici un riconoscimento, istituendo un premio, una medaglia, una distinzione accademica riservata ai benemeriti dell'arte. Oggi, in qualche modo, riprendiamo quella tradizione e la riportiamo nel presente: riconoscere il merito, certo, ma anche rinnovare un patto di appartenenza''. Gli Accademici Effettivi rappresentano il cuore storico e decisionale dell'Istituzione: partecipano direttamente alla vita amministrativa, gestionale e di indirizzo di Santa Cecilia, intervenendo nell'Assemblea, nel Consiglio Accademico e nel Consiglio di Amministrazione. Oggi gli accademici effettivi sono settantotto, eletti tramite un rigoroso iter di candidatura. Fabrizio Della Seta è ricercatore e musicologo, Michele Mariotti è attualmente il direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma, Alvise Vidolin è un pioniere del rapporto tra musica, suono, elettrronica e nuove tecnologie. Un capitolo a parte rappresenta Gianni Letta, vicepresidente dell'Accademia Nazionale dal 2015, unico ''non musicista'' dei nuovi eletti. Il compositore Giorgio Battistelli, che lo ha presentato all'assemblea, ha ricordato la sua lunga passione per la musica e ne ha esaltato la disponibilità a dare il proprio contributo, la discrezione, le capacità di relazione e mediazione. La sua presenza tra gli Accademici, ha sottolineato, è il riconoscimento ''di una forma rara di attenzione civile alla musica, ai luoghi che la custodiscono, alle condizione morali e materiali che consentono alla cultura di non ridursi a ornamento, cerimonia, consumo. la sua vicinanza alla musica non è mai stata episodica o mondana ma reale, sobria e condivisa''. (ANSA).

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