Migranti, il Vaticano conferma rimozione di don Biancalani da parrocchie

Sacerdote ha fatto ricorso secondo diritto canonico. Salvini 'Il tempo è galantuomo'

(ANSA) - PISTOIA, 19 AGO - La Santa Sede ha confermato la rimozione di don Massimo Biancalani, divenuto celebre per la sua accoglienza massiva agli immigrati nella canonica e perfino in chiesa, dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, a Pistoia. Il Dicastero per il Clero ha rigettato il ricorso presentato dal sacerdote contro il provvedimento avviato dall'ex vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, giungendo così al punto conclusivo dell'iter canonico. La decisione vaticana mette un punto fermo su una vicenda durata oltre un decennio. "Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo", scrive su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Dal 2015 la parrocchia di Vicofaro era diventata uno dei luoghi simbolo del dibattito nazionale sull'accoglienza dei migranti, fino a ospitare 200 persone sollevando al contempo accese polemiche politiche per le criticità igienico-sanitarie, le intemperanze e le tensioni, e anche le contestazioni dei residenti. I parrocchiani cominciarono a disertare le funzioni e le attività. Il procedimento canonico nei confronti di don Biancalani non riguarda violazioni disciplinari sulla condotta sacerdotale ma nasce da una valutazione di opportunità pastorale. Dopo aver rifiutato il trasferimento all'Ufficio missionario diocesano proposto nell'estate 2024 - soluzione individuata dal clero per dare continuità alla sua vocazione così integralmente solidaristica - e dopo la perdita della rappresentanza legale di Vicofaro, il sacerdote aveva adito le vie legali in base al diritto canonico (ex articoli 1732-1739). (ANSA).

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