Moda, società in amministrazione giudiziaria per sfruttamento del lavoro

Brand a Nola commissionava abiti a imprese di Prato gestite da indagati

(ANSA) - PRATO, 02 FEB - La procura di Prato ha ottenuto Tribunale per le Misure di prevenzione il provvedimento di amministrazione giudiziaria per una società per azioni con sede a Nola (Napoli) impegnata nel settore moda e con punti vendita in tutto il territorio nazionale. La società, secondo la procura, ha "colposamente agevolato l'attività di sfruttamento lavorativo", esternalizzando una parte significativa della produzione dei suoi capi di abbigliamento, per tre anni a partire dal 2022, a due imprese di Prato - che si sono succedute nello stesso stabilimento - gestite da imprenditori della Cina indagati per i delitti di intermediazione illecita e di sfruttamento del lavoro. In questo modo poteva "praticare prezzi anticoncorrenziali ed affermarsi sul mercato". Per il procuratore Luca Tescaroli tale sistema produttivo "basato sulla massimizzazione del profitto, ha consentito ampi margini di guadagno, quantificati in circa il 300% rispetto ai costi di produzione". Gli abiti così prodotti hanno trovato sfogo commerciale tra la fascia medio bassa della clientela. Il tribunale per le Misure di Prevenzione ha "rimproverato alla s.p.a. di Nola una colpevole inerzia e una mancata vigilanza, non avendo mai verificato la reale capacità imprenditoriale delle imprese terziste, che sono risultate impiegare anche maestranze 'in nero', in stato di clandestinità" riguardo ad immigrati senza permesso di soggiorno. Lavoratori, riporta la procura pratese, "costretti a subire i classici atteggiamenti di sfruttamento in termini di orario, retribuzione e condizioni di sicurezza e alloggiative degradanti". Inoltre, nelle indagini, non sono stati trovati contratti specifici, né verbali né audit", c'era solo la verifica della "qualità dei prodotti forniti". (ANSA).

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