Morte avvelenate, iniziate operazioni di estrazione dati da telefoni e pc

(ANSA) - CAMPOBASSO, 22 MAG - Sono cominciate questa mattina in Questura a Campobasso le operazioni, affidate dalla procura agli esperti informatici dello Sco, per l'estrazione dei dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa di Pietracatella dove vivevano Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte avvelenate con la ricina nel dicembre scorso. Presenti anche alcuni rappresentanti delle parti, tra questi l'avvocato Vittorino Facciolla, che assiste Gianni e Alice Di Vita, accompagnato dal suo consulente informatico Giovanni Alfonso, e l'avvocato Paolo Lanese, legale della famiglia Di Ielsi. La procura, nel dettaglio, chiede tra l'altro di estrapolare da ciascun apparato sequestrato dati utili per accertare "rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi; estrapolazione delle chat di whatsapp e altri social media inerenti alla patologia da ricina affrontata in casa e in ospedale tra il 25 e il 28 dicembre intrattenute tra mamma e figlia o dagli utilizzatori dei dispositivi con parenti e amici". Viene anche chiesta l'estrapolazione di tutti i dati "relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, per ricostruire le abitudini di vita, i rapporti delle vittime dall'epoca di prima accensione dei dispositivi e fino al giorno del loro ultimo utilizzo". Da verificare infine l'eventuale presenza di note e annotazioni sugli alimenti consumati nei giorni antecedenti e a quelli di manifestazione dell'assunzione della ricina, dati relativi alla presenza di documenti inerenti a eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute. Gli esperti avranno 90 giorni di tempo per ultimare le operazioni.
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