Morte avvelenate, legale famiglia Di Vita: "Loro per primi attendono svolta"

Sono durate un paio di ore stamattina, alla polizia giudiziaria di Campobasso, le operazioni per l'acquisizione dei dati dal telefono cellulare di Alice Di Vita, sorella e figlia delle due donne di Pietracatella morte dopo Natale per avvelenamento da ricina. Oltre ai tecnici digitali incaricati della Procura di Larino, erano presenti gli avvocati dei medici indagati e delle parti offese. Lo smartphone della diciottenne e' stato 'aperto' e sono stati prelevati i dati relativi agli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile: le chat tra Alice, i suoi genitori, sua sorella Sara e altri amici o parenti, mail, conversazioni attraverso i social, siti web visitati e rilevazione delle posizioni. Infine, sono stati acquisiti anche gli appunti contenuti nelle 'note' del telefono dove la ragazza avrebbe appuntato gli alimenti consumati in casa nelle ore precedenti la tragedia. Le parole dell'avvocato Facciola-Di Pardo.

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