Nella Procura di Trani 'l'angolo della memoria' per le vittime innocenti di mafia

Il procuratore Nitti 'Vizio della memoria'

(ANSA) - TRANI, 13 MAR - Cinque volti, cinque occhi che si incrociano entrando in Procura a Trani. Sono le foto di vittime innocenti di mafia, di chi ha detto un no che ha pagato con la vita. Sono un falegname, un ingegnere, un direttore di un carcere, un agente e un sindaco che compongono l'"angolo della memoria". "Il vento della memoria non ferma il tempo ma impedisce al tempo di cancellare ciò che dobbiamo tenere a mente", ha detto il capo della Procura di Trani, Renato Nitti, promotore dell'iniziativa. Le foto sono di Donato Boscia, ingegnere di Corato che fu assassinato dalla mafia a Palermo mentre progettava un invaso per l'acquedotto cittadino; Gioacchino Bisceglia, falegname di Terlizzi ucciso il 25 febbraio 1996 perché non accettò di pagare per riavere indietro l'auto rubata a suo fratello; Antonio Lorusso di Ruvo di Puglia, morto nell'attentato mafioso contro il magistrato Pietro Scaglione; il direttore del carcere di Cosenza, Sergio Cosmai, di Bisceglie, crivellato di colpi dalla 'Ndrangheta il 12 marzo 1985; e Gianni Carnicella, sindaco di Molfetta, ammazzato il 7 luglio 1992 per non aver rilasciato un permesso per un concerto. "Dobbiamo fare in modo che tutte le vittime innocenti vengano ricordate perché le verità passeggiano per le strade delle nostre città", ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti ricordando che "l'80% dei familiari delle vittime non conosce la verità. Non è possibile che in un Paese come l'Italia questo diritto alla verità non venga scavato fino in fondo, per restituire verità che è un primo diritto". L'Italia è "un Paese che ha avuto un'emorragia di memoria - ha continuato don Ciotti- e quest'anno in occasione del 21 marzo (giornata per le vittime innocenti di mafia, ndr) leggeremo venti nuovi nomi rimasti sconosciuti". "Sono nomi che entrano nelle case anche per non dimenticarci, per sconfiggere la retorica della memoria- ha concluso- La memoria vive è quella che si deve tradurre tutti i giorni in responsabilità e impegno". (ANSA).

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