Nell'Adriatico non c'è più cibo, sempre più delfini a Venezia

(di Riccardo Rimondi) (ANSA) - VENEZIA, 28 AGO - Un esemplare di delfino morto è stato trovato nella parte sud della Laguna veneta, al largo di Pellestrina. Non è il tursiope soprannominato "Mimmo", o "Nane" dai veneziani, ormai da 15 mesi presenza stabile nel bacino di San Marco: la morte risalirebbe a 5-6 giorni fa e successivamente "Mimmo" è stato visto nell'ambito del monitoraggio periodico. Si tratta però del secondo esemplare il cui avvistamento è documentato con certezza in circa un anno. A questi si aggiungono le numerose segnalazioni, non sempre verificabili, di tursiopi nella zona, oltre agli avvistamenti nelle bocche di porto che sono più frequenti. Se è presto per parlare di un aumento nel passaggio degli esemplari - avvistamenti ce ne sono sempre stati - di certo le segnalazioni sono cresciute, sia per la presenza di smartphone e social sia per l'accresciuta attenzione di chi vive la Laguna da abitante o turista, anche a causa di "Mimmo". "Sicuramente i delfini vengono più sottocosta, mentre in mare aperto seguono i pescherecci: cercano i pesci, soprattutto cefali, dove ci sono", spiega Giovanni Bearzi, ricercatore di Dolphin biology and conservation. Non è un segnale di salute, ma di impoverimento dell'Adriatico: "Le prede naturali dei delfini sono state sovrapescate - sottolinea -. Il riscaldamento globale ha dato il colpo di grazia, con le specie tropicali che hanno sostituito quelle autoctone, ma prima è arrivato l'impoverimento a causa della pesca distruttiva e intensiva con le reti a strascico". Così, rispetto a 60 anni fa, è sparito il delfino comune ed è rimasto solo il tursiope, estremamente adattabile a qualunque ambiente, quasi l'equivalente in mare di un gabbiano: "Cercano il cibo nelle reti, mangiano quello che i pescherecci buttano in mare - spiega -. Oppure vanno dove le persone non pescano: in laguna, sottocosta, all'imbocco dei porti". La popolazione di delfini in acque venete intanto si aggira "sulle 600 unità, non c'è certezza di un aumento. Non sono numeri alti, su 3mila chilometri quadrati". L'unico abitante di Venezia a suo modo stanziale accertato resta così Mimmo/Nane. "Non eravamo più abituati alla presenza fissa di delfini in Laguna, dopo che sono stati sterminati negli anni '30 e '40 - racconta Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia naturale -. Stiamo tentando di capire se il ritorno è legato a un impoverimento delle prede fuori dalla Laguna". Intanto prosegue il monitoraggio del tursiope, sempre più star dei social: "Abbiamo isolato il suo 'fischio-firma', quello che usa per farsi riconoscere - spiega Sandro Mazzariol, professore dell'Università di Padova che con il Cert (Cetaceans' stranding Emergency Response Team) si occupa del recupero dei cetacei spiaggiati - La nostra speranza è che non diventi socievole". (ANSA).
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