Neonata muore un'ora dopo il parto, genitori chiedono verifiche su due ospedali

- GENOVA, 26 MAG - Una donna di 29 anni ha presentato un esposto ai carabinieri del Nas dopo la morte della figlia avvenuta un'ora dopo il parto. E' successo il 14 maggio all'ospedale pediatrico Gaslini. Una gravidanza non semplice quella della ventinovenne a causa di una patologia autoimmune alla tiroide che aveva scoperto dopo la prima gestazione. Ma - ha raccontato la donna ai carabinieri - i medici del Gaslini l'avevano rassicurata che con il cesareo, l'intubazione della piccola e un periodo di terapia intensiva per la neonata non ci sarebbero state conseguenze permanenti. Nel documento la donna, assistita dagli avvocati Cristiano Mancuso e Francesco De Sanctis, ha spiegato che la tiroide le era stata asportata all'ospedale San Martino - dove era in cura per il morbo di Basedow - e che aveva chiesto diversi consulti anche sulle possibili conseguenze delle terapie assunte, in qualche caso anche sperimentali visto che il suo caso era stato definito da qualche specialista come "unico in letteratura". I medici del San Martino le avevano consigliato di interrompere la gravidanza perché c'era il rischio che la sua bimba nascesse gravemente disabile per una sofferenza al cuore dovuta alla patologia della madre. Al Gaslini invece l'avevano rassicurata. Il giorno successivo al decesso i medici dell'ospedale pediatrico hanno effettuato un riscontro autoptico sul corpo della neonata, ma non hanno avvertito la procura. "Non è stata effettuata segnalazione all'autorità giudiziaria - conferma la direzione sanitaria del Gaslini - non essendo emersi elementi tali da configurare ipotesi di reato. Si è trattato di un caso clinico estremamente raro e di elevatissima complessità preso in carico da un'équipe multidisciplinare che aveva predisposto tutte le misure assistenziali e rianimatorie ritenute appropriate al quadro". La direzione del San Martino, dove la donna era in cura, spiega di essere "a completa disposizione dell'autorità giudiziaria per garantire il proprio supporto agli organi inquirenti e per fare chiarezza sull'accaduto".
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