Nicholas Pike all'Oscar per Viva Verdi!, "Gli artisti di Milano mi hanno ispirato"

(di Lucia Magi) (ANSA) - LOS ANGELES, 24 GEN - C'è un'unica, preziosa eccezione italiana tra i candidati della 98ª edizione degli Academy Awards: è 'Sweet Dreams of Joy', la canzone originale firmata dal compositore statunitense Nicholas Pike per il documentario 'Viva Verdi!', nato a Hollywood ma girato interamente a Milano. Un'aria contemporanea, di respiro operistico, che accompagna il racconto sulla casa di riposo per musicisti voluta da Giuseppe Verdi nel cuore del capoluogo lombardo. "Mi sento improvvisamente molto ansioso. Ma è un'ansia bella, elettrica. Sono entusiasta", ha raccontato Pike. "È successo di rado che un'aria di Opera contemporanea arrivi agli Oscar". Vincitore di un Emmy per la musica del doc Hbo 'In Tahrir Square: 18 Days of Egypt's Unfinished Revolution' (2023) e compositore dal doppio background, jazz e classico, Pike ha incontrato il pubblico all'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. È lì che ha ripercorso la nascita del brano, nato quasi d'istinto dopo aver visto le prime immagini del film. "Christine La Monte (la produttrice) mi ha raccontato il progetto, poi mi ha mandato una clip di dodici minuti. Era pieno di vita, positivo, bellissimo. Ho scritto la melodia di getto, in uno o due giorni, e poi il testo è arrivato la settimana successiva". Con i proventi delle sue opere, l'autore de La Traviata e del Rigoletto acquistò una villa neogotica in piazzale Buonarroti e la trasformò in una residenza per musicisti professionisti rimasti senza mezzi una volta abbandonate le scene. Da allora Casa Verdi ha accolto oltre 1.500 artisti e oggi ospita circa 65 residenti: cantanti, pianisti, ballerini, direttori d'orchestra che, tra stanze affrescate e mobili antichi, continuano a esibirsi e a insegnare alle nuove generazioni. La regista Yvonne Russo si avvicina loro con garbo, restando quasi invisibile. Il montaggio di Federico Conforti, livornese premio di Donatello per 'Jeeg Robot' e residente a Los Angeles, affina il racconto corale. Un'altra italiana, Celine Di Stasio, ha lavorato come traduttrice e nella post produzione. L'ispirazione del brano è arrivata a Pike proprio ascoltando quegli anziani artisti. "È così edificante", ha raccontato. "Le loro carriere non sono finite: continuano, fanno da mentori ai giovani, la musica li accompagna fino alla fine. Quell'energia, quello spirito, erano inebrianti. Volevo scrivere un pezzo che riflettesse proprio questo: la vitalità, la gioia, la forza che nasce dal continuare a creare". Una storia poco nota 'in patria', ora sotto i riflettori internazionali. (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Piccolo








