Omicidio capo ultrà Boiocchi, altro pentito svela 'tentata scalata' alla curva

I verbali di Gianfranco Ferdico tirano in ballo il ruolo di Mauro Nepi, 'chiedeva soldi'

(ANSA) - MILANO, 16 SET - "Nepi aveva l'aspettativa di entrare a far parte di coloro che avrebbero gestito la curva dopo l'omicidio Boiocchi. Con l'avvento di Antonio Bellocco ciò non si è verificato e in qualche modo Nepi è stato estromesso anche dalla suddivisione degli introiti della curva". Così Gianfranco Ferdico, padre dell'ormai ex capo ultrà della curva Nord interista Marco Ferdico, interrogato più volte negli ultimi giorni dai pm della Dda milanese, ha descritto le responsabilità dell'ultrà nerazzurro Mauro Nepi nell'omicidio del leader storico Vittorio Boiocchi, ucciso a colpi di pistola a Milano nel 2022. Proprio nel processo per quel delitto, a carico tra gli altri dei due Ferdico e dell'ormai pentito Andrea Beretta, sono stati depositati oggi verbali di Gianfranco Ferdico, che come il figlio sta collaborando coi pm milanesi Paolo Storari e Stefano Ammendola e Giovanni Musarò della Dna. Mentre anche Nepi è a processo e la sua posizione sarà presto riunita in Corte d'Assise. Nepi, ha messo a verbale ieri Gianfranco Ferdico, "era continuamente alla ricerca di denaro, riteneva di meritarsi dei compensi derivanti dalla gestione della curva e più volte riferiva sia a mio figlio che a Beretta che se loro erano arrivati lì era merito anche suo". Nepi diceva, secondo la versione di Ferdico padre, "di essersi reso disponibile a mandare il messaggio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa", dove fu ucciso. E allora "reclamava la sua parte". Dopo "la finale di Champions del 2023 a Nepi non è stato dato più denaro (...) in occasione di questa finale ha ricevuto 25mila euro". In un'occasione, ha aggiunto, "Nepi disse che lui faceva più paura da morto che da vivo" e Beretta, Marco Ferdico e Antonio Bellocco ('ndranghetista ucciso nel 2024), ossia il direttivo della Nord, la intesero "come una minaccia velata", come se avesse lasciato "uno scritto". Sul suo ruolo nel delitto, invece, Gianfranco Ferdico, in un altro lungo verbale del 7 settembre, ha detto di essere "succube di mio figlio", ma ne sono "parte in causa totalmente". (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Piccolo