Pentito morto in carcere Torino, inchiesta resta per istigazione al suicidio

Bernardo Pace si è tolto la vita dopo il ritiro della cena

(ANSA) - TORINO, 29 APR - Resta aperta per istigazione al suicidio l'inchiesta della procura di Torino sul caso di Bernardo Pace, il detenuto di 62 anni trovato senza vita lo scorso 16 marzo nel carcere torinese delle Vallette. L'uomo - che era stato condannato a 14 anni a Milano al termine del processo Hydra su presunte commistioni fra camorra, mafia e 'ndrangheta - aveva da poco cominciato a collaborare con la giustizia. Per ora non sarebbero emersi elementi che riconducano a un'aggressione deliberata. Pace risulta essersi impiccato nella cella del padiglione E, al piano terra, dove era rinchiuso da solo. I primi accertamenti medico-legali non hanno riscontrato ecchimosi o tracce di violenza. Inoltre, sempre secondo quanto si apprende, era passato pochissimo tempo da quando, durante la normale distribuzione del cosiddetto "vitto" (il pasto serale, che nel carcere torinese è previsto tra le 17 e le 18.30) con il carrello, uno degli agenti della polizia penitenziaria lo ha osservato per l'ultima volta. L'uomo, secondo una ricostruzione, per compiere il gesto avrebbe dunque scelto un momento in cui sapeva di non essere osservato, immediatamente successivo al ritiro della pietanza. Gli inquirenti, comunque, non stanno tralasciando nessuna possibilità. Prima di trarre delle conclusioni attendono l'esito definitivo dell'autopsia, dei test tossicologici e di una serie di accertamenti di polizia giudiziaria svolti ad ampio raggio. Il reato ipotizzato punisce con il carcere da 5 a 12 anni chi "determina o rafforza" l'intenzione di un suicidio. (ANSA).

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