Presidente Tar Fvg 'tutti vantano diritti, migranti, zingari e animali'

(ANSA) - TRIESTE, 26 FEB - Ci sono "elementi di complessità" nell'attività quotidiana della magistratura. Al "caos istituzionale" collegato alla "complessità giuridico-istituzionale", si aggiunge anche "la proliferazione dei diritti soggettivi pubblici, le pretese nei confronti della pubblica amministrazione". "Tutti vantano, più o meno a ragione, diritti: i migranti, i delinquenti, gli zingari, gli animali". "Ma pochi si ricordano di avere doveri e soprattutto oneri". L'occasione per l'analisi delle difficoltà a cui vanno incontro i magistrati è la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario del Tar per il Friuli Venezia Giulia. A delinearla è stato oggi il presidente Carlo Modica de Mohac di Grisì. "Abbiamo sentito ieri sera una trasmissione alla televisione in cui l'onorevole Brambilla ci illustrava che anche gli animali hanno dei diritti", ha sottolineato il presidente parlando a braccio al pubblico e raccontando che il Tar Fvg è il primo in Italia ad aver consentito regolarmente e "in sicurezza" l'accesso negli uffici a un cane. "Quindi tutti vantano diritti", ha ripreso il discorso, "e questo è un ulteriore elemento di complicazione. Tutti questi diritti spesso sono in conflitto perché rappresentano interessi in conflitto. Basti pensare al diritto alla trasparenza e alla riservatezza". In un'Italia con una "società complessa", "che appare più che mai divisa", ha osservato, "la magistratura è indipendente. Ma la domanda è se è imparziale: non può esserlo perché questo ordinamento così frazionato non lo consente. E allora bisogna mettersi nell'atteggiamento psicologico dell'imparzialità, un lavoro psicologico che deve fare ogni giudice, che forse potrebbe anche essere controllato", "verificare se talvolta i magistrati non debordino, assumendo posizioni pubbliche che denuncino una loro preferenza politica, il che crea un danno irreversibile per la giustizia". Infine il referendum sulla giustizia. A margine della cerimonia Modica de Mohac di Grisì ha espresso "un'opinione personale": "voterei sì". "Per me - ha spiegato - va anche evitata la possibilità che ci sia un unico organo e quindi un unico 'agone politico' fra magistrati del pubblico ministero e magistrati della giudicanti". Un accenno in conclusione alle "distorsioni" e al caso Palamara: "Speriamo che non riaccada. Poteva non accadere, ma come diceva Levi, 'se una cosa è accaduta può riaccadere'". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Piccolo








