Ranucci, 'il Garante va avanti come il pianista del Titanic'

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Questa inchiesta mi ha sorpreso fino a un certo punto, perché sono convinto che quell'ufficio abbia delle criticità e delle anomalie da anni". Lo ha detto il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, parlando con l'ANSA dell'inchiesta aperta nei confronti del collegio del Garante della Privacy. "Uno degli errori maliziosi che sono stati commessi è stato quello di dire che noi ci siamo occupati del garante dopo la sanzione - ha detto ancora -. Non è vero, perché il lavoro di ricerca della nostra squadra dura da tempo. Due anni fa lanciai l'allarme in una festa del Fatto Quotidiano sull'intermissione dell'autorità nelle vicende giornalistiche, con limitazioni della libertà di stampa, da parte di un collegio asservito alla politica". "Oggi chiedono tutti le dimissioni di questo collegio, ma io non le chiedo - ha sottolineato ancora -. Le ho chieste prima, quando abbiamo dimostrato con i fatti i conflitti di interesse che aveva Stanzione con i legali di Sangiuliano oppure quando abbiamo dimostrato come fossero stati forzati alcuni passaggi nella procedura sull'ex ministro. Poi soprattutto le dimissioni le avrebbero dovute dare quando le hanno chieste i dipendenti dopo che si è scoperto il tentativo di violare la loro privacy per scoprire chi fosse la talpa di Report, come se fosse una sola persona... la storia nasce, invece, dall'insofferenza di molteplici dipendenti per la gestione di questo ufficio che ha squalificato la gestione nobile di Rodotà". "Le dimissioni, invece, non le hanno date e continuano ad andare avanti come il pianista del Titanic, perché non vogliono rinunciare a uno stipendio di 250 mila euro con tutti i benefit che si sono riconosciuti - ha aggiunto Ranucci -. Dovrebbero anche cercarsi un altro lavoro e in queste condizioni chi gli darebbe in mano anche semplicemente la guida di un'automobile?" (ANSA).
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