Rapporto ong, 97 reclute morte a Cuba dal 2001 durante il servizio militare

(ANSA) - L'AVANA, 20 LUG - Almeno 97 reclute sono morte a Cuba durante il servizio militare attivo (Sma) negli anni tra il 2001 e il 2026. Lo afferma un rapporto dell'Osservatorio Cubano di Audit Cittadino (Ocac), un ente indipendente gestito dal think tank radicato a Madrid 'Cuba Siglo 21', in cui si sottolinea che il suicidio è la principale causa di morte tra le reclute (34% del totale) e si denuncia un sistema di leva sempre più restrittivo con scarsa trasparenza e privo di meccanismi di responsabilità. Il rapporto rileva inoltre un aumento dei suicidi segnalati negli ultimi anni, evidenziando il picco massimo nel 2025, con 22 casi, precisando tuttavia che tale aumento potrebbe essere dovuto anche a una maggiore documentazione e divulgazione di questi episodi da parte di familiari. Ocac segnala in tal senso che lo Stato cubano non pubblica statistiche ufficiali sui decessi avvenuti durante il servizio militare - obbligatorio a partire dai 17 anni - e afferma che decine di casi rimangono non verificati. Delle 97 morti rilevate dal 2001 il rapporto attribuisce 25 a "grave negligenza", 22 ad incidenti, sei a mancanza di cure mediche, sei a omicidio, due a sparizioni e in altri tre casi la causa del decesso non è stata determinata. Le testimonianze raccolte dai ricercatori descrivono inoltre metodi estremi utilizzati dalle reclute per tentare di abbandonare il servizio militare, come ferite autoinflitte con armi, ingestione di oggetti taglienti, ferite con machete a caviglie e ginocchia, o fratture autoinflitte. (ANSA).
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