Sempio: 'Impronta 33 non è attribuibile, di scarpe ho sempre avuto il 44'

(ANSA) - MILANO, 15 OTT - "Secondo me l'impronta 33 non è attribuibile né a me né a nessuno. Anche volendola attribuire ad Andrea Sempio, è su un tratto del muro in cui altre persone hanno lasciato l'impronta della mano, perché semplicemente ci si appoggiava scendendo le scale. Sull'impronta 33 ci sentiamo abbastanza sicuri". Così in una intervista a Sky TG24 Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi nelle nuove indagini della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. Secondo quanto si apprende, i suoi legali depositeranno domani le ultime consulenze in vista della scadenza dei termini, prevista per il 18 ottobre. "Noi escludiamo che sia la mia: quelle minuzie non le troviamo, né le mie né abbastanza minuzie in generale per attribuirle a qualcuno - aggiunge Sempio -. Crediamo di poter dimostrare che non fosse un'impronta insanguinata". Tra l'altro "da quando ho 17-18 anni ho sempre avuto il 44. Su quell'impronta ci sentiamo molto forti perché abbiamo fatto esami finora mai fatti, con un tecnico calzaturiero che ha lavorato sul modello di scarpa attribuito all'assassino. Abbiamo coinvolto anche un esperto di un settore diverso: hanno lavorato alla cieca, senza essere in contatto tra loro, e sono arrivati allo stesso risultato". "Mi sarebbe piaciuto incontrarli, ma capisco che al momento non è il caso" ha poi detto Sempio parlando dei genitori di Chiara Poggi. "Credo che la loro posizione, a livello emotivo, sia forse anche peggiore della mia: hanno affrontato anni e anni di processi e hanno perso una figlia". "Al momento - ha concluso Sempio - non so neanche se sono indagato per la parte della corruzione: abbiamo fatto richiesta per saperlo, dobbiamo ancora avere risposta". (ANSA).
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