Sepideh Farsi, 'si arrivi a un Iran democratico con mani iraniane'

"Il popolo sembra essere dimenticato dai leader mondiali"

(di Francesca Pierleoni) (ANSA) - ROMA, 03 MAR - "Stiamo vivendo uno sconvolgimento storico, innanzitutto per l'Iran, in seguito alla rivolta popolare iniziata il 28 dicembre 2025 e al massacro del regime dell'8 e 9 gennaio, che ha causato la morte di decine di migliaia di manifestanti pacifici. Poi per il Medio Oriente e l'ordine dell'area, considerando il ;;caos e la distruzione che gli attacchi israelo-americani, in totale violazione del diritto internazionale, e le rappresaglie del regime iraniano, causeranno nella regione. E infine per il mondo, dove le convenzioni e le istituzioni internazionali sono sempre più messe a rischio e indebolite". Lo sottolinea in una dichiarazione all'ANSA la regista iraniana dissidente Sepideh Farsi, che ha portato a Cannes l'anno scorso e poi in molti altri festival internazionali il documentario Put Your Soul On Your Hand And Walk - Prendi in mano l'anima e cammina, intenso racconto della Striscia di Gaza nei mesi di guerra. "Il popolo iraniano, nella sua determinazione a porre fine a questo regime corrotto e criminale, e che ha compiuto enormi sacrifici, sembra essere stato dimenticato dai leader di questo nuovo ordine mondiale" aggiunge la cineasta e attivista, classe 1965, che ha vissuto la rivoluzione iraniana a 13 anni. Arrestata a 16, ha lasciato il suo Paese a 18 anni stabilendosi a Parigi. "Cerco di mantenere la speranza nonostante tutto questo caos, che si arrivi alla pace e a un Iran democratico, al di là di questo regime barbaro, ma costruito da mani iraniane e non da 'salvatori stranieri'. Resto fermamente convinta che le bombe non portino la democrazia" ribadisce. Autrice di una quindicina tra documentari, fiction e opere d'animazione, con Put Your Soul On Your Hand And Walk (uscito nelle sale in Italia a novembre e ora disponibile a noleggio sul sito di Wanted Cinema, ndr), premiato fra gli altri ai Lumière Awards e al Montreal Festival of New Cinema, Sepideh Farsi ci porta nei suoi dialoghi in più videochiamate da aprile 2024 ad aprile 2025, con la giovane fotoreporter palestinese Fatma Hassona, uccisa a Gaza proprio il 16 aprile di un anno fa, con nove membri della sua famiglia, da un drone in un attacco mirato. La regista, nel suo percorso di cinema e impegno, ha anche girato clandestinamente con un cellulare il documentario Tehran without permission (2009), e raccontato nel dramma Red Rose (2014) L'Onda verde di proteste in Iran. (ANSA).

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