Sequestrati 10 milioni alla società che gestisce i depuratori di Reggio Calabria

Provvedimento della Procura della Repubblica eseguito dal Noe. Due gli indagati

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 26 GEN - I carabinieri del Nucleo operativo ecologico, nell'ambito di un'operazione denominata "Panta Rei", hanno eseguito un sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di dieci milioni di euro a carico della società "Idrorhegion Scarl", che gestisce i sette impianti di depurazione di Reggio Calabria. Nell'inchiesta che ha portato al sequestro, coordinata dal Procuratore della Repubblica, Giuseppe Borrelli, e dal Procuratore aggiunto, Stefano Musolino, ci sono due indagati. Dagli accertamenti eseguiti dal Noe, avviati lo scorso anno a seguito di alcune segnalazioni su gravi anomalie operative riscontrate, in particolare, nei depuratori delle frazioni di "Ravagnese" e "di "Catona", é emersa, riferisce una nota stampa, "una gestione sistematicamente illecita degli impianti, condotta in violazione delle prescrizioni contenute nei titoli autorizzativi ambientali, compresa l'autorizzazione allo scarico". Il tutto al fine di conseguire risparmi di spesa provocando così una presunta frode ai danni del Comune di Reggio Calabria. In particolare, i rifiuti prodotti dal ciclo depurativo sarebbero stati depositati in maniera incontrollata in luoghi non autorizzati per poi essere sversati illecitamente in mare. Gli accertamenti dei carabinieri hanno consentito di appurare che gli impianti sarebbero stati gestiti consentendo lo scarico in mare di acque reflue non adeguatamente trattate. (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Piccolo