Sfruttamento del lavoro a Prato, 4 misure cautelari

(ANSA) - PRATO, 19 MAR - Quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti cittadini cinesi, appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le ha disposte la procura di Prato. Destinatari, spiega la procura di Prato, sono un imprenditore cinese di 53 anni, titolare occulto di due ditte individuali intestate a prestanomi e poi di una società, posto agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, mentre per il figlio di 29 anni, la moglie di 51 anni e la nuora di 30 anni è stato disposto il divieto di dimora nel territorio della provincia di Prato e il divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per 12 mesi. Ad essere sfruttati lavoratori di nazionalità cinese e africana, mediamente una decina, costretti a lavorare dalle 13 alle 16 ore al giorno, sette giorni su sette, con brevissime pause e retribuzioni inferiori agli importi previsti dai contratti collettivi nazionali. Scoperto anche un dormitorio destinato ai lavoratori, a poche decine di metri dal luogo di lavoro, con condizioni igienico-sanitarie estremamente carenti. L'impresa indagata aveva instaurato un rilevante flusso di rapporti commerciali con diversi committenti, fra i quali, tra i più importanti, una società per azioni,recentemente sottoposta all'amministrazione giudiziaria, con sede legale a Nola (Napoli), che dal 2022 a oggi ha esternalizzato una parte significativa della propria produzione di capi di abbigliamento, avvalendosi dell'attività svolta proprie da queste imprese. La procura di Prato sottolinea di aver "adottato una strategia multilivello per colpire sia gli imprenditori coinvolti nello sfruttamento sia i committenti che traggono vantaggio da pratiche illegali". (ANSA).
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