Standing ovation e sold out per il duo pianistico Algerich-Baldocci a Fermo

(ANSA) - FERMO, 23 GEN - Il Teatro dell'Aquila di Fermo, per l'occasione sold out, ha salutato con una standing ovation ieri sera l'esibizione della leggenda del piano Martha Algerich che si è esibita in duo con Gabriele Baldocci in un concerto organizzato dal Circolo di Ave. "Oggi si avvera un sogno" , ha affermato la presidente e direttrice artistica del Circolo Anna Danielli introducendo l'evento, e non si può che darle ragione, data la qualità dell'esecuzione e la difficoltà di portare a Fermo un personaggio del genere, che ha calcato i più importanti palcoscenici internazionali. Discreta, silenziosa, spontanea, Algerich ha preferito lasciar parlare anche nelle interviste Baldocci, a cui la lega un sodalizio artistico ventennale, che s'inquadra in un' attività concertistica che negli ultimi anni si è incentrata soprattutto nel valorizzare con la sua presenza i talenti più giovani cui consegnare la sua eredità culturale. I ben informati raccontano che ha voluto iniziare il concento con qualche minuto di ritardo per continuare a provare e che in tournée porta sempre con sé una pianola per non smettere di esercitarsi. Colpita dalla bellezza di Fermo e dall'acustica perfetta del suo storico teatro, la pianista ha provato ripetutamente anche il brano in programma composto da Baldocci 'In their arms', e da lui dedicato ai nonni, chiedendo al suo autore e collega indicazioni per una corretta esecuzione. Vestita di una tunica nera su larghi pantaloni in tinta, i capelli sciolti come sempre sulle spalle, Algerich ha offerto, alternandosi con Baldocci ai due pianoforti, una prova di rara perfezione e sensibilità musicale, cimentandosi in un repertorio virtuosistico di grande difficoltà suonato all'unisono col collega 45enne (in nero con un cappello da cantante pop), e trasformando il pianoforte, come sottolineato dai critici di tutto il mondo, in un organismo vivente. A partire dalle risonanze incrociate della Sonata in Re Maggiore per due pianoforti K 448 di Mozart, scritta dal compositore a 25 anni (1781) in stile galante per la talentuosa allieva e collega Josepha Auernhammer, cui è seguita l'esecuzione a quattro mani della Petite Suite di Claude Debussy, realizzata dall'autore tra il 1886 e il 1889 e ispirata alle poesie di Verlaine. E' stata poi la volta del Concertino op. 94 di Shostacovich per due pianoforti, composta per il figlio Maxim nel 1953, che alterna momenti di nostalgico lirismo a vere e proprie esplosioni di virtuosismo percussivo e ancora del La Valse di Ravel nella trascrizione per due pianoforti. (ANSA).
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