Studente ucciso, FdI propone corsi di autodifesa nelle scuole liguri

Orlando (Pd), 'studenti devono studiare non usare le mani'

(ANSA) - GENOVA, 17 FEB - Istituire corsi di autodifesa nelle scuole della Liguria per prevenire atti violenti come l'omicidio dello studente Youssef Abanoud accoltellato a morte in classe da un compagno alla Spezia. È la proposta del consigliere regionale Gianmarco Medusei (FdI) in un ordine del giorno approvato con 17 voti a favore (centrodestra) e 10 contrari (centrosinistra e M5S) dall'assemblea legislativa ligure. Il documento impegna la Giunta Bucci "a chiedere all'Ufficio scolastico regionale di attivare corsi strutturati di autodifesa di base e di primo soccorso, affidati a personale qualificato, finalizzati esclusivamente alla tutela dell'incolumità personale, alla gestione di situazioni di estrema emergenza e al primo soccorso, con l'esplicita esclusione di qualsiasi forma di addestramento offensivo o aggressivo, anche come strumento complementare di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne". La vicepresidente della regione e assessore alla Scuola Simona Ferro (FdI) ha espresso il parere favorevole della Giunta. "Alla Spezia si è verificato un fatto di eccezionale gravità: l'omicidio di uno studente, accoltellato da un coetaneo all'interno di un contesto scolastico - dichiara Medusei -. Un evento di tale portata costituisce una ferita profonda per l'intera comunità nazionale, poiché avvenuto in un luogo che dovrebbe garantire protezione, sicurezza e crescita educativa. La scuola non può e non deve trasformarsi in uno spazio di violenza, intimidazione e morte". "Penso che sia un segnale che può essere fortemente frainteso, perché l'opinione pubblica e la stampa troveranno facilmente una consecutio tra i due fatti e, sostanzialmente, stiamo dicendo che una delle soluzioni possibili è quella di difendersi da soli - commenta l'ex ministro del Lavoro e consigliere regionale del Pd Andrea Orlando - Nell'imminenza di quel fatto abbiamo detto che c'era l'esigenza di un'assunzione di responsabilità più forte delle istituzioni pubbliche per garantire la sicurezza di quei ragazzi e ora rischiamo un fraintendimento molto forte verso un pubblico distratto dalle vicende della politica e che leggerà un titolo sui giornali. Noi dobbiamo dire ai ragazzi che dentro le scuole non si usano le mani, ancor meno i coltelli e non c'è da fare dei corsi di autodifesa, c'è da studiare". (ANSA).

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