Studenti fuorisede, a Torino bloccati dai lacrimogeni e picchiati

(ANSA) - CAGLIARI, 01 FEB - Alcuni studenti sardi fuorisede, iscritti all'Università di Torino, raccontano di essere stati coinvolti negli scontri di ieri durante la manifestazione pro Askatasuna, mentre sfilavano nel corteo pacifico. "Eravamo ad almeno 250 metri dagli scontri tra manifestanti e polizia, io e un mio amico guardavamo vicini alle inferriate di un parco la situazione - ricostruisce all'ANSA Mariangela, 20 anni - Ad un certo punto sono arrivati almeno tre lacrimogeni davanti a noi, quelli che erano davanti tornavano indietro e viceversa. Io e il mio amico, pensando fosse più sicura una via a dieci metri da noi, abbiamo iniziato a correre da quella parte. Le altre persone correvano dalla parte opposta, pensavamo scappassero dai lacrimogeni, invece scappavano dai poliziotti con casco, scudo e manganelli". "In un secondo - prosegue Mariangela - ci hanno buttato a terra, non so quanto sia durato, ma con gli occhi e la gola a pezzi per i lacrimogeni non capivamo più nulla". Avete avuto paura? "Sì tanta: ci pestavano senza neanche guardarci in faccia, pesiamo 40 chili in due. Io li ho pregati di fermarsi. Urlavamo: 'perchè? stiamo solo cercando di uscire, basta'. Ho guardato un poliziotto negli occhi, dopo avergli urlato 'basta' lui ha alzato le mani in alto, per farmi rialzare. Il mio amico è riuscito a dimenarsi e venire verso di me. Non capivamo più niente. Siamo riusciti ad arrivare alla via dietro l'angolo e a scappare". I ragazzi sono stati poi aiutati dalle persone incontrate durante il fuggi fuggi e alla fine hanno voluto raccontare questa loro brutta esperienza. "Ci hanno accerchiato senza ritegno - dice Mariangela - tantissimi ragazzi erano tranquilli. Una classica mossa a tenaglia. Probabilmente, non so, si sono sentiti forti a picchiare dei ragazzini che cercavano di scappare indifesi dai lacrimogeni. Nessuno di noi, dietro la massa, era armato in alcun modo. Oppure hanno visto la mia bandiera della Palestina e hanno pensato che questo era un attacco? Non so. Ma vorrei giustizia in questo mondo. Condanno l'attacco ai poliziotti - chiarisce - ma condanno gli attacchi che abbiamo subito noi. E' possibile avere in questo Paese un po' di giustizia?". Mariangela lascia appesa la risposta. (ANSA).
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