Suore uccise in Burundi: l'uomo arrestato a Parma non risponde al gip

Oggi l'interrogatorio di garanzia, l'accusato si dichiara innocente

"Si è avvalso della facoltà di non rispondere dichiarandosi innocente", così spiega Andrea Molè, legale difensore di Guillaume Harushimana, il 51enne arrestato ieri dai carabinieri a Parma, con l'accusa di aver prestato supporto logistico e organizzativo agli esecutori del massacro delle tre missionarie italiane avvenuto in Burundi nel 2014. Nel pomeriggio, nel carcere della città emiliana, l'interrogatorio davanti alla gip Sara Micucci. Il 51enne burundese era assistito dall'avvocato Molè del Foro di Parma: insieme all'avvocato Mario L'Insalata sono stati nominati legali di fiducia dall'indagato. All'interrogatorio era presente anche il procuratore Capo Alfonso D'Avino insieme al Pm Fabrizio Pensa. Secondo le indagini dei carabinieri i delitti sono maturati per ordine della polizia segreta del Burundi: Harushimana era il factotum della missione saveriana a Bujumbura, ma è ritenuto anche uno stretto collaboratore del generale Adolf Nshimirimana, presunto mandante del massacro. Il 51enne arrestato ha lavorato in passato per una onlus di Parma in Burundi. Nel 2018 arrivò in Italia per un corso di formazione con l'associazione stessa. Interrogato nel 2018 dalla polizia escluse ogni suo coinvolgimento spiegando di essere stato in Ruanda nei giorni del triplice omicidio. Strettamente connesso al rischio di inquinamento delle prove, per i magistrati esiste il pericolo di fuga, in Belgio e in Canada, destinazioni per le quali Harushimani risulta essersi attivato, grazie ai contatti internazionali coltivati negli anni di collaborazione con il mondo delle onlus, da qui la misura cautelare in carcere. (ANSA).

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