Svolta nel giallo delle reliquie di san Venerio trafugate da Venezia a Genova

(ANSA) - PORTOVENERE, 11 SET - Il 'giallo' delle reliquie di san Venerio trafugate dalla Repubblica di Venezia nel 1379 sull'isola del Tino nel Golfo della Spezia durante la guerra di Chioggia con la Repubblica di Genova per contendersi il predominio commerciale nel Mar Mediterraneo avrà presto un nuovo indizio 'ad alta risoluzione' a disposizione delle indagini di storici e appassionati. Il Comune di Portovenere (La Spezia) domani nell'ex convento olivetano a Le Grazie presenterà la ristampa anastatica di 'De Translatione et Inventione Corporis Sancti Venerii Eremitae apud Venetos', un raro opuscolo inedito del XVIII secolo che racconta accadimenti finora poco conosciuti del XIV secolo quando "...li Veneziani nel mese de zugno 1379 con 9 galere pigliarono l'isola piccola di Porto Venere detta Tino e se ne portarono via il corpo di San Venerio con alquante reliquie che erano nella chiesa di quell'isola...". In realtà, secondo le ricostruzioni storiche, le spoglie del santo eremita, morto sull'isola del Tino nell'Anno Domini 630, all'epoca dell'occupazione veneziana erano già state trasferite da tempo 'al sicuro' in terraferma, in particolare alla Spezia nel sacello paleocristiano che nell'XI secolo verrà riedificato come pieve di san Venerio. Dall'abbazia di san Valerio sull'isola del Tino i veneziani trafugarono preziosi paramenti, le reliquie del monastero e anche le spoglie di un defunto nella convinzione fossero quelle del santo portandole a Venezia ove tuttora sono custodite nella chiesa dei Gesuati alle Zattere. Siamo a quasi cent'anni dalla battaglia navale della Meloria, nel 1284, che ha visto Genova umiliare Pisa, e la repubblica genovese è nel bel mezzo di un altro grande conflitto contro la Repubblica di Venezia, in una delle fasi più drammatiche della Guerra di Chioggia, che durerà oltre cinque anni, dal 1378-1381, quando Venezia e Genova si contendono rotte, mercati e scali strategici per il predominio commerciale nel Mediterraneo. Nel maggio 1379 la flotta genovese, alleata con i Carraresi di Padova e il Patriarcato di Aquileia, sconfisse duramente i veneziani in Istria in quella che è chiamata la Battaglia di Pola. Nello scontro Genova perse il suo ammiraglio Luciano Doria. È una guerra senza esclusione di colpi. Venezia a giugno rispose buttando nell'agone san Venerio, patrono del Golfo della Spezia e dei fanalisti d'Italia, del quale tra un paio giorni inizieranno le celebrazioni. (ANSA).
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