Tancredi tra i Pupi siciliani di Emma Dante, successo all'Opera di Roma

(di Luciano Fioramonti) (ANSA) - ROMA, 23 MAG - Tancredi coloratissimo e affascinante con cambi di scena continui e fondalini classici che calano dall'alto, personaggi che manovrano le 'marionette' umane di un teatro dei pupi siciliani in un gioco di scambi concluso da una sostituzione reale, la bella partitura frutto del genio di un Rossini appena ventiduenne resa ottimamente dall'orchestra diretta da Michele Mariotti e la prova davvero notevole dei protagonisti, Carlo Vistoli e Martina Russomanno. È un successo la messa in scena del melodramma in due atti del compositore pesarese al Teatro dell'Opera di Roma curata dalla regista Emma Dante. Il capolavoro rossiniano, tornato nella capitale dopo 22 anni, ha conquistato il pubblico della prima soprattutto per merito degli interpreti principali, il controtenore di Lugo, già apprezzato recentemente, e il giovane soprano livornese, al debutto al Costanzi come Amenaìde, vera sorpresa della serata. La coppia, alla bellezza e all'intensità delle voci accomunate dal timbro femminile, ha abbinato una intesa perfetta sul piano attoriale coronata da ripetuti 'bravi' e applausi, in particolare nel duetto finale, struggente e forse un po' troppo lungo. Emma Dante, dopo Les dialogues des Carmélites di Poulenc che ha inaugurato tra gli applausi la stagione 2022/23 dell'Opera di Roma, ha centrato nuovamente il bersaglio trasportando nel teatro dei pupi la vicenda messa in musica nel 1813 da Rossini su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire, qui proposta con il finale tragico della prima a Ferrara, alternativo al finale allegro con cui l'opera aveva debuttato nello stesso anno a Venezia. Il nuovo allestimento risulta anche scenograficamente molto convincente, con l'intreccio di fili per i movimenti delle marionette e il passaggio graduale di costumi, elmi e armi nelle mani dei personaggi reali rappresentati, sullo sfondo di un vulcano che sul finire diventa incandescente. La vicenda amorosa di Tancredi che accusa ingiustamente di tradimento la sua Amenaìde trasporta effettivamente gli spettatori "in un luogo fatato in cui succede di tutto secondo un filo logico", così la regista palermitana ha descritto il mondo rossiniano. Lungo tributo anche per Michele Mariotti, direttore musicale dell'istituzione musicale capitolina e interprete apprezzato del compositore pesarese, al suo primo Rossini a Roma e con un Tancredi mai diretto in precedenza, "opera modernissima ma completamente folle perché parliamo di giovani". Bravi gli altri interpreti, Antonino Siragusa (Argirio), Luca Tittoto (Orbazzano), Ekaterine Buachidze (Isaura) e Maria Elena Pepi, (en travesti per Roggiero). Il coro diretto da Ciro Visco ha confermato la solidità della resa vocale e la padronanza del palco, stavolta appunto con il compito di dare credibilità a ogni singolo pupo. Le scene sono di Carmine Maringola, Emma Dante e Chicca Ruocco firmano i bei costumi, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici. Quattro le repliche fino al 29 maggio con alternanza di ruoli di Enea Scala per Argirio e Giuliana Gianfaldoni per Amenaìde. (ANSA).
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