Teste nel caso Cinturrino, 'mi diceva che voleva ammazzare Mansouri'

Al via incidente probatorio Milano. 'Voleva soldi e droga da tutti e picchiava'

(ANSA) - MILANO, 10 APR - Carmelo Cinturrino "diceva che voleva ammazzarlo e mi aveva detto di dire a Zack che voleva ammazzarlo, lui taglieggiava tutti, picchiava col martello, chiedeva soldi e droga a tutti, spacciatori e tossicodipendenti". Lo ha raccontato un 39enne italiano, senza fissa dimora, ai cronisti prima di entrare nell'udienza, davanti al gip di Milano Domenico Santoro, per l'incidente probatorio, poiché è uno dei sei testimoni da ascoltare nel caso dell'assistente capo del Commissariato Mecenate accusato dell'omicidio volontario premeditato di Abderrahim Mansouri, detto Zack, del 26 gennaio nel bosco di Rogoredo. E indagato per un'altra trentina di capi di imputazione, tra cui estorsioni, spaccio, arresti illegali, alcuni contestati anche ad altri sei poliziotti indagati. Prima dell'inizio delle testimonianze delle sei persone, tra tossicodipendenti e pusher, già sentiti nelle indagini, la difesa di Cinturrino ha fatto sapere al giudice di aver denunciato una presunta associazione per delinquere nel boschetto, composta da pusher anche sentiti come testi, e di aver presentato denuncia anche per false dichiarazioni ai pm da parte di quei testimoni. Al via dell'udienza si è presentato anche il procuratore Marcello Viola, titolare dell'inchiesta della Squadra mobile della Polizia col pm Giovanni Tarzia. Cinturrino "girava assieme ad un altro, sempre quello, e taglieggiava anche noi consumatori", ha spiegato il 39enne ai cronisti, aggiungendo che "la droga la sequestrava e i soldi se li teneva". Il 39enne nelle indagini aveva già messo a verbale che Cinturrino gli avrebbe detto "dì a Zack che quando lo vedo lo ammazzo". (ANSA).

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